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Ricomincio da me

Ricomincio da qui. Da me. Ancora una volta.
Ho tutte le ossa rotte e mi sento vuota, precaria ed instabile.
Mi piace pensare che anche gli uccelli si sentano così prima di lanciarsi ed iniziare a volare. Mi piace pensare che qualcuno passi di qui per caso e sfogli questo blog così come ho fatto io in questi giorni.

è come rientrare in una vecchia casa di tua proprietà e vedere la polvere sui mobili e sui lampadari, sul corrimano e sul pavimento. C’è ancora qualcosa di tuo sotto quei lenzuoli e sotto quelle ragnatele,ma sei tu ad essere cambiato.

Beh, voglio tornarci a vivere in quella casa, renderla, ancora una volta, un posto accogliente. Spazzare un po’ intorno, posizionare qualche fioriera ed un giradischi, riempire il frigo e cambiare le lampadine.

Inizio da qui. Girando la chiave nella toppa.

Click-clack.

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Nessuno, mamma, ha mai sofferto tanto

(G.Ungaretti; “Giorno per giorno“)

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Prometti a te stesso di parlare di bontà, bellezza, amore a ogni persona che incontri; di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro; di guardare al lato bello di ogni cosa e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.

Madre Teresa di Calcutta

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Una poesia meravigliosa da condividere

Perché piangi
mia adorabile creatura?
Lacrime rosse scendono da ogni petalo del tuo viso.
Un giorno tanto lucente e pieno di vita,
ora opaco come un albero d’inverno,
spogliato della sua bellezza,
dal freddo gelido della tua assenza.

Mio piccolo fiore
solo in questo immenso campo fiorito ho scelto te :
né il più bello né il più colorato ma quello che a prima vista ho amato…

Una dolce farfalla si posa delicatamente sulla tua guancia
del color della fragola
alla ricerca di un po’ di calore vero,
come la tristezza che annida nel tuo cuore.

La brezza dell’aria
fa ondeggiare il tuo stelo verde di speranza,
rendendo quelle spine di disprezzo musica solitaria.

Il grido silenzioso della tua voce, preghiera per l’animo umano,
sfiora le orecchie dei finti sordi,
arricchendo il cuore dei veri eroi,
guidati, anche se ciechi, dalla tua luce immensa.

Aspettami li,
dove il giorno muore,
con il sorriso sulle labbra,
affinché le mie mani intorpidite
possano raccogliere le tue bellissime lacrime..

Daniel Chillà

[Leggi l’originale qui ]

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