Fanfiction, Fantastic 4, Storie

Enchanted

PREMESSA:

Da tempo avevo una mezza idea di scrivere un racconto sui Fantastici Quattro evitando la versione fumetto e quella dialogata..così è nata la mia prima Fanfiction (story) i cui protagonisti sono Susan Storm (The Invisible Woman), Benjaming J. T. Grimm (The Thing), Johnny (Jonathan Spencer Lowell) Storm (The Human Torch) e Reed Richards (Mr. Fantastic)  più qualche altro personaggio creato da me 🙂
Spero vi piaccia.. 🙂
Ho deciso di tenere il nome Aiden per il principe per due motivi: il primo è che mi piaceva come suono da accostare ad altre parole (come si vedrà nel corso del racconto) ed il secondo è che sono troppo pigra per cambiarlo tutte le volte 😀
Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato i loro preziosi consigli per la scelta del nome (i nomi proposti saranno utilizzati in un acconto successivo,non temete) e ringrazio Matthias per avermi suggerito il nome ‘Gairowald’ 🙂

QUESTO è UN RACCONTO DI FANTASIA.
I PERSONAGGI (SUSAN,REED,JOHNNY,BEN,DIABLO) NON SONO DI MIA PROPRIETà,MA PROPRIETà MARVEL.

PARTE 1: UNA GIORNATA COME TANTE

Susan si alzò di scatto,chiudendo il libro. Il tavolino di fronte a lei aveva cominciato a vibrare e dei piccoli cerchi si stavano formando nella tazzina posta al di sopra.
Dal corridoio sbucò la testa di Reed, gli occhi coperti da grandi occhiali scuri che lo facevano assomigliare a Willie Wonka, il personaggio de ”La fabbrica di cioccolato” .La guardò con solo il collo elastico e la testa nella stanza (il resto del suo corpo doveva ancora essere in laboratorio,pensò). «cos’è stato? Un terremoto?» gli chiese «Non esattamente.» rispose lui,sommessamente.
Sue lo guardò al di sopra delle lenti degli occhiali « come sarebbe a dire ‘non esattamente?» «Niente di troppo grave,sono sicuro di poter aggiustare ogni cosa..»
Il sangue le si gelò nelle vene. «AGGIUSTARE?!» «Beh,uhm,sí,ecco..» disse lui balbettando appena. Il tono che Sue usava quando si irritava lo metteva in soggezione.
Un rumore improvviso li fece voltare entrambi. «JOHNNY!» la possente voce di Ben tuonò per tutto il corridoio e la Torcia Umana sfrecciò in salotto come un proiettile arancione. «Johnny! Non si vola in corridoio!» gli urlò dietro sua sorella in un disperato tentativo di arrestarlo. Reed si era nuovamente ritirato nel suo angolino di quiete,ovvero la stanza insonorizzata del Baxter Bulding.
«ALT!» urlò di nuovo Susan, mettendosi tra Johnny e Ben proprio nel momento in cui le enormi mani di pietra arancioni stavano per stringersi sul collo della Torcia «Adesso basta,voi due! Che cosa succede stavolta? Ben?» «Questa è la volta buona che rimani figlia unica,Suzie! Quel pastrocchio di tuo fratello ha appena fuso il mio televisore e la mia macchina nuova!» «è la verità,Johnny?» chiese lei voltandosi verso il ragazzo ed il suo sorrisetto beffardo bastò a darle la conferma. Sue alzò gli occhi al cielo «Qui nessuno uccide nessuno. Johnny,sei in guai grossi e risarcirai Ben fino all’ultimo centesimo. Con il tuo denaro,non con quello di Reed,chiaro? E farai le faccende domestiche per un bel pezzo» Johnny mise su il broncio. « E adesso,filate. Tutti e due. Ah,Johnny,già che ci sei, controlla un po’ cosa sta combinando Reed là sotto. Inizio ad essere preoccupata.» «Non capisco ancora perchè io non posso volare in giro per casa,mentre Reed,che è altrettanto pericoloso,può giocare con le sue provette da chimico tutto il giorno» disse Johnny,rivolto più a sè che a Sue, che però lo sentì «Te lo dico io il perchè. Numero uno,Reed ha il suo laboratorio che è una zona limitata della casa,per quanto vasto possa essere e,numero due, lui aggiusta sempre ciò che rompe. E ora forza,marsh!» disse lei,puntando l’indice verso la porta con un tono che non ammetteva repliche.
I due uscirono,mentre Johnny ancora si lamentava sottovoce di quanto fosse ingiusta la sua punizione: passi la macchina,ma non capiva cosa c’entrassero le faccende domestiche.
Sue non fece in tempo a sedersi una seconda volta che squillò il telefono. «E adesso cosa succede?» chiese a se stessa ad alta voce,sollevando il ricevitore «Qui,Sue Storm,membro dei Fantastici Quattro,come posso aiutarla?» «Potrebbe semplicemente rinchiudere il suo fidanzato e suo fratello,signorina Storm» le rispose la voce di un’alquanto irritata Courtney, l’inquilina del piano di sotto; e per la seconda volta,Sue si ritrovò a guardare il soffitto. « Qualche problema?» chiese,nel tono più neutro che riuscì a trovare «A parte il frastuono che proviene dal piano di sopra e l’assenza di corrente ed acqua potabile,no.» rispose la vicina con un tono acido «spero che risolva tutto e subito,Susan. Altrimenti,alla prossima riunione di condominio mi sentirà forte e chiara. Ah, può dire a suo fratello Jonathan di smetterla di giocare con il fuoco vicino agli allarmi antincendio? Sono arcistufa di ritrovarmi la casa allagata tutte le volte che quel ragazzo è nell’edificio.» «Farò ciò che posso. La ringrazio. Buona giornata» «Non ho più belle giornate da quando siete capitati qui!» rispose secca la donna e riattaccò. Sue sospirò rumorosamente e si massaggiò le tempie, chiudendo il libro nuovamente. A quanto pareva, doveva per forza andare a vedere cosa stava combinando Reed al piano di sotto.
Si avvicinò piano alla porta del laboratorio e bussò due volte. «Reed?» Ci fu un breve silenzio «Sì,Susan?» rispose infine la voce di Mr Fantastic. «Posso entrare?» «Sì,certo. Entra pure» rispose lui,mentre la porta si apriva,rivelando il luogo preferito dallo scienziato. Sue tossì: c’era cenere da tutte le parti e qua e là volavano dei piccoli pezzi di carta. «Reed! Che caspita è successo qui? L’Apolisse?» «No,ho solo sbagliato un’approssimazione e..uhm,beh,puoi immaginare il resto.» Sue lo guardò con sguardo severo,ma poi scoppiò in una sonora risata quando vide i cerchi neri attorno agli occhi di Reed, dove poco prima vi erano gli occhialoni.
«Cosa c’è di così divertente?» chiese lui, ignaro del suo aspetto,evidentemente. «Oh niente, è solo che sembri appena uscito male de un incontro di boxe.» disse lei, mentre gli si avvicinava al viso con la mano per togliergli la fuliggine grigiastra. «Oh.» fece lui e sorrise di rimando. «Hai lasciato l’intero Baxter Building senza elettricità e senz’acqua,lo sai?» «Lo sospettavo.. dev’essere saltato tutto nei pannelli. Li sistemerò non appena avrò tolto questo macello.» «Ti aiuto io,scienziato pazzo che non sei altro.» disse lei sorridendogli amorevolmente e baciandolo sulle labbra «Un giorno di questi dovrai deciderti ad inventare qualcosa che ci consenta di pulire più in fretta. Sono stanca di essere circondata da tecnologie da un miliardo di dollari e dovermi ancora servire di stracci e scope.» disse la Donna Invisibile mentre apriva il ripostiglio del laboratorio.
Un’ora dopo,il laboratorio era di nuovo in condizioni normali e Reed stava armeggiando con i pannelli per riportare tutto alla normalità. Sue guardò l’orologio e sobbalzò «Oh cielo»
«Cosa succede?» chiese Reed,allungando il collo per controllare «Mi ero dimenticata di avere un appuntamento con Jennifer. Sono in un ritardo mostruoso! Farò meglio a precipitarmi là. Buona fortuna con i pannelli. Fai in modo che Courtney non abbia occasione per riattaccarsi al telefono,per favore.» «Potrei staccare la linea..» disse Mr Fantastic,sogghignando in un modo che lo faceva sembrare molto simile alla Torcia quando progettava qualcosa di estremamente dispettoso,ma al contempo divertente per lui. Sue sorrise,lo baciò e corse fuori dall’appartamento.
Dopo circa mezz’oretta,Reed sentì bussare alla porta del laboratorio. «Sì?» chiese,le mani ancora tra i cavi che regolavano la corrente «Reed? Hai visto mia sorella, per caso?» disse Johnny,circospetto. «Uh..sì. è uscita da un po’. Cosa succede?» «Niente di che. è solo che..beh..c’è un piccolo problema.» «Che genere di problema?» «Sai il suo armadio?» «Sì..» «Ora è un po’ più..croccante.» Reed spalancò gli occhi «COME?? Hai carbonizzato l’armadio di tua sorella??» Johnny gli fece cenno di abbassare la voce «Shh! è stato un incidente. Non l’ho visto e ci sono finito addosso. In fiamme. Ben mi rincorreva per tutto il corridoio,la porta era aperta,ero girato dall’altra parte e..beh. Bum.» Reed tornò a guardare i pannelli «Susan ti ucciderà.» disse, il suo tono di voce era atono.
Proprio in quel momento la voce di Sue giunse dal corridoio «Reed? Ma..non è ancora tornata la corrente??» I due si guardarono per qualche istante e Johnny sillabò con estrema chiarezza la parola ‘coprimi’. «Ehm..» balbettò Reed, in risposta alla Donna Invisibile «No..Ho un problemino,ma è quasi risolto. Potresti darmi una mano?» disse,mentre Johnny sgattaiolava quatto quatto o per cercare di rimediare al danno o per nasconderlo o per sfuggire all’ira della sorella. «D’accordo..» «Come mai sei tornata così presto?» «Con Jen abbiamo dovuto rimandare perchè l’hanno chiamata dal tribunale,quindi sono tornata prima» disse lei,entrando «Allora..dov’è il problema?»
«Uh..tieni un secondo questi cavi,mentre cerco il saldatore.»
«OK..» «Eccolo qui..solo un secondo..fatto. Ora dovrebbe essere tutto a posto.» disse Mr Fantastic sorridendo alla ragazza. «Bene. Allora vado..c’è tantissimo da fare in casa..» e scomparve lungo il corridoio.
Reed chiuse ogni pannello e ripose gli strumenti,per poi dirigersi di nuovo alla sua invenzione. Dopo una manciata di minuti, un urlo lo fece trasalire e sbattere la testa,mentre la sollevava di scatto. Corse subito nella direzione del rumore per trovare Susan immobile a bocca aperta a fissare ciò che rimaneva del suo armadio e tutti i suoi vestiti,ormai ridotti ad un mucchietto di cenere. L’uomo si mise una mano sul volto.
«JOHNNY!» la voce di Sue assomigliava ad un tuono tanto era carica di rabbia e furore «è un uomo MORTO!» ringhiò rivolta verso l’innocente Reed e puntandogli un dito contro il petto.
Johnny,che in quel momento aveva appena imboccato il corridoio, accennò a far dietrofront senza un rumore,ma Susan,girandosi di scatto,lo vide. «Non. osare. muovere.un. dito.» gli intimò. Reed cercò di trovare qualcosa da dire,ma non gli vienne in mente nulla di opportuno..almeno,nulla che avrebbe potuto migliorare la situazione in cui Johnny si era infilato. «Senti,è stato solo un..» «Non dire una parola. Non una,capito??» disse lei,gli occhi che scintillavano di rabbia «Quanti danni sei capace i fare mentre non ci sono,Johnny? Quando la smetterai di comportarti come un ragazzino ed inizierai a prestare attenzione alle cose che fai??» il ragazzo stava a capo chino,mentre i decibel della voce di sua sorella erano diminuiti. «Adesso voglio che tu pulisca quel macello. E poi mi accompagnerai a fare shopping. Coglierò l’occasione per rifare il guardaroba..e sappi che ti chiederò il risarcimento per ogni singolo penny. Vedi di muoverti.» Johnny sospirò e si diresse verso la stanza della sorella.
«Sue,non dovresti essere così dura con lui..è solo un armadio» disse Reed. L’occhiata assassina con cui Sue lo incenerì sul posto,però,fu sufficiente a fargli desiderare di rimangiarsi ogni parola.
«Tu hai da fare giù di sotto e..»
In un secondo tutti gli allarme antincendio si attivarono e furono investiti da una fitta pioggia proveniente direttamente dai sensori sul soffitto.
«Colpa mia» disse Johnny,la cui voce si sentiva a malapena.
«Miss Storm!» la voce di Courtney,però,riusciva a sentirsi in maniera più che chiara anche con tutti gli allarmi all’unisono «se devo sopportare ancora una volta le vostre stranezze,giuro che..Oh! Signor Richards,proprio lei cercavo.» Courtney era fradicia,il suo volto paonazzo era incorniciato dai suoi capelli grigi,un tempo un caschetto impeccabile.
«Si,signora,io..»
«Lei è lo scienziato qui dentro,vero?»
«Sì,ma..»
«Quando si deciderà a trasferirsi o a bloccare i poteri di quel pericolo pubblico che è la torcia?»
«Fermerò gli allarmi e l’acqua in un attimo.»
«Prenda anche uno straccio ed un secchio per asciugare il mio appartamento. Non mi importa quante lauree lei abbia.»
Sue sospirò,i capelli bagnati che le si appiccicavano alla faccia. Dopo aver rivolto un’occhiataccia al fratello si diresse in laboratorio e premette il ben noto (grazie a Johnny)bottone che faceva interromepere gli allarmi antincendio e staccava le bocchette. Contemporaneamente al cessare delle sirene sentì un rumore sordo alle sue spalle. Si voltò e vide la porta del laboratorio chiusa. Svelta si avviò in quella direzione e mise la mano sul pannello, che non diede nessun segno di vita. Poi,di colpo, tutte le luci si spensero,lasciandola nell’oscurità più totale.
«Fantastico» mormorò tra i denti stretti,mentre tastava le porta palmo a palmo per trovarne la fessura «davvero meraviglioso». Provò ad aprirla inserendovi un campo di forza che allargò in maniera progressiva,ma la porta rimase chiusa saldamente e l’unico risultato fu che si ritrovò a gambe all’aria qualche metro più in là. Solo in quel momento si ricordò che la porta del laboratorio era a tenuta stagna e che,in caso di emergenza,si chiudeva in automatico. «nulla entra e nulla esce» aveva spiegato Reed, tutto entusiasta,quando aveva testato la porta per la prima volta «Ovviamente,» aveva aggiunto «l’ho progettata perchè sia totalmente sicura.» «In che senso?» aveva chiesto Susan,sopra il ‘pop’ prodotto dallo scoppio dell’enorme bolla che suo fratello aveva fatto con il chewing-gum. «Beh» aveva detto Mr. Fantastic, urlando nel disperato tentativo di superare la risata cavernosa di Ben alla vista della faccia di Johnny,tutta impiastricciata «significa che non è possibile aprirla in nessun caso. è refrattaria persino ai nostri poteri. Ciò vuol dire che Ben non riuscirebbe ad abbatterla nemmeno se vi si buttasse addosso con tutta l’energia di cui dispone (è una lega particolare che ho scoperto molto di recente), men che meno Johnny riuscirebbe a fonderla, anzi rischierebbe un pessimo ritorno di fiamma. Nemmeno io potrei passarvi sotto o nella fessura per il semplice fatto che non vi sono fessure. Se Victor o chiunque altro,tentasse di attaccarci per accedere al laboratorio o se il sistema rilevasse un intruso,la porta si chiuderebbe in automatico fino al nostro arrivo. La chiusura si sblocca solo con le nostre impronte digitali.» Sue lo aveva guardato con aria interrogativa e lui le aveva mostrato i pannelli blu elettrico che erano posizionati ai lati «Ecco qui. Questo piccolo apparecchio scannerizza il palmo della tua mano e permette che la porta si apra. Nella memoria ho registrato le tue e le mie impronte digitali.» «E quelle di Johnny e di Ben?» «Ho ritenuto poco prudente lasciare libero accesso al laboratorio a tuo fratello,Sue. Dopo lo spiacevole episodio con quella ragazza nella Zona Negativa, il party e..» «Ok,ok. Ho capito e condivido» Reed aveva sorriso per poi continuare «E Ben..beh,lui non ha impronte digitali,il che rende impossibi–»
A quel punto la loro discussione era stata bruscamente interrotta dall’urlo di Ben e dalla successiva risata di Johnny che,sebbene fosse caduto dalla sedia, non sembrava voler smettere di prendersi gioco dell’amico che presentava una gran macchia scura di cenere al centro del petto proprio dove prima spiccava la sua maglietta nuova. Dall’espressione di Ben,sembrava che la situazione richiedesse l’intervento di Reed,prima che le sue gigantesche mani si sfracellassero sulla testa di Johnny,cancellandone esistenza.
Sue cercò di andare a tentoni per tutta la lunghezza della parete fino a che non ritrovò la sporgenza che le faceva intuire che si trattasse del pannello,ancora silente.
In caso di emergenza la porta si chiudeva chiudendo fuori o intrappolando all’interno chiunque vi si trovasse.
La porta poteva essere aperta solo da lei e Reed, attraverso la decodificazione delle impronte digitali. Tuttavia, Reed non aveva mai previsto un blackout o un cortocircuito e,se lo aveva fatto, di certo Susan non ne era stata informata.
«Sono chiusa qui dentro.» mormorò. Iniziò a battere con tutta la sua forza contro la porta che rimaneva sigillata ed ad urlare a pieni polmoni «HEY!!! HEEEEY!!! SONO QUI! MI SENTITE??» Niente. Dopo qualche minuto,si sedette sconsolata sul pavimento del laboratorio. Dopotutto, c’era la possibilità che Reed avesse insonorizzato la stanza per via delle frequenti esplosioni o dei frequenti boati che provenivano dalle sue innumerevoli invenzioni. Si accoccolò in un angolo, le gambe accostate al petto, cinte dalle sue braccia. Tanto valeva aspettare senza sprecare fiato.
Cercò di concentrarsi su qualcos’altro. Emergenza..le porte si chiudevano in caso di emergenza in maniera automatica,così aveva detto Reed. Quindi doveva esserci stata una qualche emergenza all’interno dell’edificio. Gli allarmi antincendio non avevano mai costituito un problema fino a quel momento,ma allora cosa..?
Una scossa improvvisa la fece urlare mentre scivolava di lato,la stanza che si inclinava. Sentì il pavimento cedere di botto ed il muro di fronte a lei si sgretolò come un cracker. Grazie alla sua prontezza di riflessi,riuscì ad aggrapparsi alla scrivania,inchiodata al suolo e smise di scivolare verso la voragine che si affacciava sopra la ventiduesima strada,intasata da un ingorgo e dai curiosi che avevano tutti alzato lo sguardo sul Baxter Building,in maniera più particolare sul lato dove si trovava lei,il lato che stava cedendo davanti ai loro occhi.
Johnny apparve come una cometa incadescente davanti a lei e si schiantò nel palazzo di fronte.
«Johnny!» urlò lei,sempre tenendo salda la presa sulle sbarre di metallo della scrivania.
Non era passata nemmeno una settimana da quando i suoi poteri l’avevano tradita rovinosamente, facendo scomparire il campo di forza che era andato in frantumi,facendola finire a terra. Reed aveva dato la colpa allo stress,tuttavia non riusciva ancora a sentirsi sicura.
Aveva paura che,se si fosse lasciata scivolare,il campo di forza avrebbe potuto non reggerla,farla cadere.
Reed le aveva ripetuto innumerevoli volte che i suoi poteri erano capacità mentali,al contrario di tutti i loro, non fisiche. Questo implicava il fatto che dipendessero direttamente dalla sua psiche.
Guardò all’indietro dove trecento metri la separavano dal suolo. Sentiva Reed urlare a squarciagola e Ben grugnire dallo sforzo. Di colpo una fiammata di cui Sue ignorava la provenienza le sfiorò le gambe, mancandola per un soffio. Urlò di nuovo. Cercò di respirare con tutta la forza che aveva,ma l’odore di bruciato e la polvere dei calcinacci le provocarono solo una tosse convulsa e roca.
Per l’ennesima volta si guardò indietro e vide Johnny,svenuto, il corpo esanime adagiato su di un cornicione che stava,a poco a poco, scivolando per precipitare verso il suolo.
Senza pensarci un secondo di più,Susan mollò la presa.
L’aria le sferzava il viso ed il pavimento le faceva bruciare la pelle laddove venivano a contatto. Si girò sulla schiena e in un attimo era fuori; rimase sospesa nel vuoto per alcuni istanti, poi, i suoi piedi poggiarono su qualcosa di solido: un campo di forza invisibile; si diresse verso il fratello,prendendolo appena in tempo e voltando l’angolo per dirigersi verso terra.

PARTE 2: AIDEN

Prima che potesse raggiungere il terreno,però, qualcosa di estremamente pesante la colpì con violenza,scalzandola dalla piattaforma e facendola cadere a terra in malo modo. Sue sentì Reed urlarle qualcosa,ma la vista già iniziava ad appannarsi.
Johnny mugugnò qualcosa e si tirò su con i gomiti.
«Johnny..stai bene?» chiese,la voce che le tremava per lo spavento di poco prima.
«Sì..Che botta. Cos’è successo?»
«Non lo so..»
«Attenta!» In un istante Johnny si era lanciato contro la sorella per farla abbassare appena in tempo,perchè qualcosa volteggio sulle loro teste,distruggendo la parete dall’altra parte. A Susan sembrò di aver visto un tronco volteggiare,ma l’ipotesi era così impossibile che la scartò subito. Quando Johnny si ritrasse vide ciò che lo aveva spinto ad agire così in fretta, ciò che li aveva fatti schiantare per ben due volte: una gigantesca e spessa coda squamata era sospesa qualche metro più in là ed era solo la parte terminale di quel che sembrava (Sue ebbe quasi un mancamento) un gigantesco dinosauro. No. Non dinosauro. Assomigliava più a..
«Un drago!» esclamo Johnny ad un tratto.
«Sue!» Reed allungò un braccio nella sua direzione e la spostò rapidamente di lato,mentre la coda del (ancora non ci credeva) drago si schiantava proprio nel punto in cui trovava lei. Sue strillò istintivamente nel momento in cui i suoi piedi si staccarono da terra. Reed la trasse a sè,mentre Johnny,completamente ristabilito, iniziò a volteggiare intorno alla testa dell’animale, dando manforte a Ben che lo colpiva il più duramente possibile.
«Tutto a posto?»
«Credo..credo di sì. Come fermiamo questo bestione?»
«Penso di avere qualcosa di perfetto in laboratorio.»
«Ehm,Reed?»
«Sì?»
«Ti conviene pensare ad un piano B..vedi il laboratorio è,come dire..»
«Sue! Reed! Non è per fare il guastafeste,ma questo bestione non ha intenzione di capire il significato della parola civiltà e..» scartò di lato per evitare i denti aguzzi dell’animale che si chiusero a pochi centimetri dal braccio di Johnny, che vacillò per qualche istante. Gli occhi del drago erano di un giallo ambrato che pareva oro liquido e le sue scaglie erano grigie come il piombo e mandavano bagliori in tutte le direzioni mentre riflettevano la luce del sole.
«Ben!» gridò Reed all’amico, che aveva afferrato la creatura per la coda irta e spessa.
«Cosa c’è Gommolo? Non lo vedi che sono..urgh.. occupato?»
«Vedi il cavo alla tua destra?»
Ben si voltò: uno spesso cavo elettrico,lungo almeno un chilometro oscillava alla sua destra poco sopra la sua testa.
«Sì..»
«Afferralo!»
«Stai scherzando,spero! Non ci tengo a friggermi,Reed!»
«Non corri alcun pericolo,Ben! Sbrigati.»
Ben lasciò andare la coda della bestia ed afferrò il cavo elettrico,mentre Reed si allungò a prendere l’altra estremità. La Cosa capì subito le intenzioni di Mr. Fantastic ed iniziò a correre vicino alle zampe del drago,intento a seguire Johnny. Più volte fu sul punto di stringere i suoi denti bianchi nella carne della Torcia che ebbe l’occasione di vedere il sangue e la carne macilenta di precedenti prede pendere dalla fauci della bestia,la lunga lingua scura che schizzava e l’ampia gola, un gorgo nero come la pece.
Susan era rimasta a terra ed osservava la scena con gli occhi sbarrati,incapace di muovere un muscolo.
Ad un certo punto sia Reed che Ben tirarono il cavo che si strinse attorno alle zampe del drago,unendole e facendolo vacillare in maniera pericolosamente violenta.
Fu un attimo. Uno scintillio catturò l’attenzione della Donna Invisibile al suolo,mentre l’ombra della bestia si allargava nella sua caduta libera. C’era qualcuno lì sotto. Agì d’istinto.Con un balzo fu sotto il drago ed accanto allo sconosciuto.
Solo il campo di forza che aveva generato attorno a loro li protesse dall’essere schiacciati da una massa pari a circa 3 tonnellate o più che si schiantò su di loro.
Sue sentì Reed,Ben e Johnny urlare all’unisono il suo nome.
La pressione esercitata dalla bestia era enorme ed il suo ventre era totalmente schiacciato contro l’asfalto. Le sue ali non si muovevano più e giacevano ai suoi fianchi facendo trasparire solo un filo di luce.
Susan si voltò verso lo sconosciuto: era un ragazzo non più vecchio di lei, i corti capelli castani gli scendevano in movimenti ondulati. Aveva un’ampia ferita sulla fronte,lucida di sangue. Ciò che la colpì di più,però,fu sicuramente il suo abbigliamento: indossava una tunica con ampie maniche,allacciata sul davanti,che ricordava quelle ottocentesche ed un paio di pantaloni spessi,di color nero. Al collo aveva una collana sottile da cui pendeva un anello abbastanza largo tutto d’oro. Sue,cercando di mantenere stabile lo scudo in attesa dell’intervento degli altri membri dei Fantastici Quattro, si avvicinò al giovane.
«Riesci a sentirmi?» disse,prendendo il suo viso tra le mani. Non ricevette risposta. Ascoltò il battito del polso e sbiancò. Il suo cuore era completamente fermo e non stava respirando. «Dannazione.» Si guardò intorno,furiosamente,cercando di ricordare ciò che Reed gli aveva insegnato sulle tecniche di rianimazione «Ok..» disse,respirando forte,mentre iniziava a praticare un massaggio cardiaco al ragazzo,che ancora non accennava a riprendersi. Soffiò forte nella sua bocca riempiendogli i polmoni di ossigeno.
«Coraggio,forza..resta con me,ok? Non lasciarmi..»
Riempì i polmoni del giovane una seconda volta e continuò a praticare il massaggio cardiaco. Dopo alcuni istanti il ragazzo diede un forte colpo di tosse,inalando una grande boccata d’aria «Sììì!! Bravissimo! Continua a respirare..così..» disse Sue,riportandolo in posizione eretta,mentre lui continuava a tossire e socchiudeva gli occhi che si rivelarono essere di un verde così profondo che Sue sentì un brivido correrle lungo la schiena.
«Hey. Guardami..va tutto bene. Stanno per arrivare i soccorsi. Come ti chiami?»
«A..Aiden»
«Aiden,resta sveglio..uhg..»
«Dove..dove mi trovo?»
«Sotto un drago gigante,per la precisione..»
«Chi è lei?»
«Sue Storm,piacere di conoscerti. Argh!»
Il peso era diventato insostenibile. Se Reed e gli altri non si fossero mossi in fretta,pensò Sue, il campo di forza avrebbe ceduto. Lei avrebbe ceduto. E sia di lei che di Aiden sarebbe rimasto poco più che il ricordo. Il naso aveva cominciato a sanguinare. Sentiva colare il sangue sul mento,lento e tiepido.
«Stai..stai male? Sei tu che mi hai salvato?»
«Uhnnn…non preoccuparti. Sto..» prese un profondo respiro,il sudore che le imperlava la fronte. Ma dove diavolo erano finiti gli altri? «..sto bene.»
Mentiva sapendo di mentire. Il sapore del sangue iniziava a darle la nausea e le tremavano le gambe. Ben presto avrebbe perso ogni forza. Il drago era troppo pesante. Ad un tratto la bestia squamata scivolò da un lato,rivelando la luce. Sue cadde in ginocchio,mentre il campo invisibile si dissolveva. Pochi secondi dopo due mani ferme,ma gentili la presero cautamente per le spalle,impedendole di cadere in avanti.
«Susan.»
«R-Reed..»
Reed la sollevò delicatamente,mentre la sua coscienza si affievoliva.
Johnny atterrò con aria sconvolta,mentre guardava il corpo immobile della sorella che Reed stava trasportando.
«è solo svenuta.» disse Reed,come per rispondere ad una tacita domanda che gli era stata rivolta dall’occhiata di Johnny «Ha bisogno di riposare. Come stai?»
«Io bene.. Il drago mi ha solo sfiorato. Ben ha già portato il tipo in sala medica.»
«Molto bene. Controlla se ci sono dei feriti gravi,poi torna a casa,Johnny.»
Il ragazzo annuì e si alzò in volo,il corpo crepitante di fiamme come al solito. Fece un paio di giri sopra il corpo del drago inerme e si diresse qualche metro più in là.
Reed trasportò Susan al piano di sopra e la posò con estrema delicatezza sul suo letto. La ragazza protestò leggermente mentre Reed controllava che non avesse ferite gravi.
«Uhm..Reed?»
«Sono qui Susan. Come ti senti?»
«Stanca morta.. come sta Aiden?»
«Chi?»
«Quel ragazzo. Si chiama Aiden»disse lei,con voce impastata «Non respirava più quando sono arrivata..ho dovuto rianimarlo e..»
«Sono sicuro che stia bene. è in sala medica con Roberta e Johnny. Sicura di star bene? Sembravi sconvolta un paio di minuti fa. Fuori di te..»
«Io..»
«Ancora paura per ciò che è successo due settimane fa?»
Sue non rispose e sospirò. Lui la strinse a sè.
«Pensavo di averti persa,lo sai? Quando ho visto le macerie del laboratorio,io..»
«Sono riuscita a cavarmela,grazie al cielo.» Sorrise.
Anche lui sorrise teneramente,guardandola negli occhi. Quello scambio di sguardi fu bruscamente interrotto dalla voce di Johnny.
«Hey! Heeeey!! Non ti avvicinare,chiaro? Altrimenti rischi di..Hey! Cosa ti ho appena detto? Woah!!!!»
«Resta qui” disse Reed, precipitandosi fuori dalla stanza in un lampo. Johnny volteggiava sul soffitto, inseguito dal giovane sconosciuto per tutta la sala,che impugnava qualcosa. Gli ci volle qualche secondo per realizzare che si trattava di una spada.
«Figlio di Satana! Chi ti manda? Cosa mi hai fatto?»
«Calmati amico! Neanche ti conosco!»
«Ne ho abbastanza delle tue menzogne,demone! Scendi e combatti,vigliacco!»
Reed afferrò il giovane e lo sollevò,allontanandolo da Johnny,prima che quest’ultimo cedesse alla tentazione di farne carne alla brace.
«Calma,calma. Chi sei?»
«Che domanda stupida! Lasciami andare,villano o avrai modo di scoprire ciò che la mia spada può fare a chi mi trattiene!!»
«Ok,ok..Johnny,vieni giù di lì.»
Johnny spense le fiamme che gli ricoprivano il corpo,ma non smise di guardare il ragazzo con sospetto. Reed lasciò andare lo sconosciuto che si avventò come un falco su Johnny che scartò di lato appena in tempo.
«Adesso basta..» disse la Torcia,prendendo fuoco all’istante e voltandosi verso il giovane.
In quel preciso istante, Sue apparve sulla soglia.
«Cosa diavolo sta succedendo?? Johnny! Vieni subito giù dal soffitto!!» i suoi occhi indugiarono sull’uomo che ancora brandiva l’arma,tenendola puntata nella direzione della Torcia Umana.
«Prima convinci lui a non infilzarmi come uno spiedino,Susan.» disse Johnny,furente.
«Aiden?» chiese lei,guardando il giovane
«Sì? Oh..lei.» il ragazzo mise giù la spada e si inchinò.
Reed e Johnny la guardarono con tanto d’occhi,mentre lei si stringeva nelle spalle.
«Alzati,Aiden. E metti giù la spada..a proposito,dove l’hai presa? Non è un oggetto così comune..»
«è mia,signora.»
«Ehm..chiamami Susan. Chi sei? Hai un posto dove stare o..??»
«Sono il principe Aiden,vostra maestà. Sono stato mandato qui per salvarvi.»
«Salvarmi??» Sue era scioccata «Da chi??»
«Da loro!» indicò Johnny e Reed con il dito «Da questi demoni!»
«Aspetta un attimo..chi ti ha mandato qui?»
«Sono stato chiamato,mia signora. Creato per proteggerla e scortarla lontano da qui. La bestia stava per uccidervi e..»
«Il drago?»
«Sì. E spezzerò anche le catene forgiate da questi mostri!»
Con uno scatto felino si scagliò contro Reed,pronto a trafiggerlo con la lama e sarebbe riuscito nel suo intento se Sue non si fosse messa davanti a Mr. Fantastic,le braccia tese in avanti e gli occhi chiusi.
Aiden si arrestò bruscamente e la evitò per un soffio,tagliandole solo una ciocca di capelli.
«Siete impazzita? Questi mostri vi hanno così plagiata da rendervi loro schiava e protettrice?» disse,il suo sguardo esprimeva sincera preoccupazione.
«Sono perfettamente sana di mente! Ascolta,non so se è colpa della forte botta in testa che hai ricevuto, in quel caso ti consiglio il riposo,ma se sei sincero allora ti conviene effettuare al più presto una visita psichiatrica. Siamo nel ventunesimo secolo. La gente non si veste più così dal..uh,dal medioevo,credo. E di certo non è un gesto eroico cercare di fare a fettine le persone..»
Dallo sguardo che Aiden le rivolse,sembrava che la matta fosse davvero Sue.
«Sei la principessa più strana che conosca. Non vuoi essere salvata?»
«Non è che non voglio essere salvata è che non vi è motivo di salvarmi. Non sono in pericolo. E non ti lascerò aprire come un librò nè mio fratello nè l’uomo che amo.»
«Tu ami..oh,ma fammi il piacere! Deve essere di sicuro opera di un incantesimo. Tu dovresti amare me.»
«Io..come osi? Non ti conosco nemmeno!»
«Ma sì! Sì che mi conosci! Tutti mi conoscono.» disse,prendendole le mani «Sono quello che vi abbraccia ogni notte,quello che vi stringe a sè quando piangete fino ad addormentarvi, so che quando siete nervosa,vi torcete una ciocca di capelli tra l’indice ed il pollice, che quando leggete siete così immersa nella lettura da non accorgervi di nient’altro,so che adorate il profumo di rose e di viole e che..»
«Ok,ok..come fai a sapere tutte queste cose su di me? Chi ti manda?Mi hai per caso spiato??»
«No,no..ma sono l’uomo che attendevi da tanto tempo. Sono il principe che è rimasto nei tuoi sogni per tutta la vita. Quello che sognavi la notte,ogni notte.»
Reed e Johnny non potevano credere nè ai loro occhi nè alle loro orecchie e Susan era sbalordita tanto quanto loro,se non di più.
«Hey! Che cosa sta succedendo qui?» disse Ben,che era appena entrato nella camera.
Aiden si voltò di scatto e,come un fulmine,afferrò la spada e si avventò sulla Cosa,già pronta a rispondere,ma fu frenato,per la seconda volta, da Susan che lo tenne per la camicia con tutta la forza che aveva in corpo.
«NO! FER-MO!!»
«Ma questo abominio stava per..»
«Abominio a chi,microbo??» tuonò Ben e Susan fu costretta a mettersi tra i due per dividerli,mentre Reed interveniva per trattenere la furia di Ben.
«Ascolta,lui è mio amico. Lascialo in pace.»
«Come puoi essere amica di un simile mostro? Guardalo! Ti vede come uno spuntino!»
«COME,PREGO?!?» ruggì Ben,mentre Reed usava ogni singola fibra del suo corpo elastico per tenerlo lontano da Aiden.
«Apri bene le orecchie,principe o ranocchio, Benjamin Grimm è la persona più buona che io conosca. Non è affatto un mostro,anzi,tutto il contrario. Non ti azzardare mai,mai più ad offenderlo.»
Aiden non aggiunse altro,ma dal suo sguardo si poteva intuire che la sua opinione su Ben era invariata.
«Sorellina,potevi immaginartelo con un po’ più di senso pratico,almeno» disse Johnny sogghignando.
«Lasciala stare,se non vuoi che te la faccia pagare per tutte le volte che le hai tirato i capelli» disse Aiden,soffiando come un serpente a sonagli.
Susan scosse la testa,mentre Reed lasciava andare Ben sotto promessa di non fare del male al nuovo arrivato. Lo sguardo di Mr Fantastic si incrociò per un istante con quello della Donna Invisibile ed entrambi si diressero verso il laboratorio.
«Hey!» intervenne Aiden,cercando di andargli dietro,seguito a ruota da Johnny e dalla Cosa.
«Dove state andando?»
«A fare due chiacchiere,se non ti spiace.»
«Certo che mi dis..»
Con sorpresa di tutti,Reed si voltò di scatto,a muso duro,trovandosi faccia a faccia con Aiden.
«Ascolta,principe, non mi importa da dove tu venga o per quale motivo tu sia qui. Io e Susan dobbiamo parlare un attimo in privato,lo capisci? Bene.»
E detto questo,salì nell’ascensore con Sue,lasciando il ragazzo a rodersi il fegato.

PARTE 3: DURINDRAGH

«Phew. Meno male che siamo riusciti a levarcelo di torno. Da dove pensi che ne venga?»
«Non lo so,ma..sa molte cose su di te che,beh,che nemmeno io sapevo,a dire il vero.»
«Lo so,ma..io non lo conosco affatto. è possibile che sia davvero un principe e non uno spostato fuori di testa?»
«Dal modo in cui ha assalito Johnny e Ben..direi che di sicuro lui è convinto di essere un principe a tutti gli effetti. Sto ancora analizzando i campioni di squame e di DNA prelevati dal drago..purtroppo il lavoro è rallentato dell’80% a causa della disintegrazione del mio laboratorio da parte di quella bestiaccia.»
«Oh,Reed..» disse lei, abbracciandolo. Lo scienziato ricambiò la stretta,dandole un bacio sulla fronte. «Tutto questo è una vera pazzia,ma..chi potrebbe voler portare in vita un principe azzurro?»
«Non saprei..potrebbe essere frutto di un qualche esperimento o essere sotto il controllo di qualcuno,per quanto ne sappiamo. Cercherò di fare alcune analisi.»
«Va bene,solo..non lasciarmi sola con quel ragazzo. Ha un non so che di inquietante.»
«Non penso che lo avessi immaginato esattamente così,il tuo principe azzurro..»
«Ma il mio principe l’ho già trovato» disse lei,sorridendo come lo stregatto a Reed che scoppiò in una sonora risata,mentre arrivavano sul tetto del Baxter Building.
«Uh..come hai fatto ad impedire che l’edificio crollasse?» chiese Susan ammirando i grattacieli di New York e respirando l’aria fresca della sera.
«Ho usato delle sbarre fatte con lo stesso metallo della porta del laboratorio. Non è stato facile.»
«Cosa? Montare le sbarre?»
«No,lasciarti per qualche ora lì svenuta sul letto. Ero davvero preoccupato per te. Quando sei scomparsa sotto quel drago ho creduto di impazzire. Sono proprio andato in tilt al pensiero che tu potessi essere scomparsa. Ho pensato che ti avesse dato di volta il cervello,sai?»
«Sono stupita dalla stima che ha di me,Dottor Richards!» disse lei sorridendo «A proposito..la porta del tuo laboratorio è sigillata.»
«Lo so..non appena avrò un attimo di tempo, resetterò i pannelli.»
Di colpo un rumore di colpi li fece sobbalzare. Si guardarono l’un l’altro e corsero all’ascensore. Quando arrivarono di sotto, rabbrividirono. Tutto intorno vi era una spessa nube di polvere che li fece tossire; Johnny e Ben erano a terra,privi di sensi e così era Aiden,che non accennava a dare segni di vita.
«Johnny!» urlò Sue,correndo verso il fratello.
«Uh..S-Sue..stai..attenta..» mormorò piano,ma era troppo tardi.
Susan sentì Reed urlare dal dolore dietro di lei e fece appena in tempo a generare un campo di forza attorno a se stessa,evitando di essere colpita da un raggio di pura energia. Si voltò e vide che un uomo piuttosto anziano era in piedi al centro della hall,un ghigno soddisfatto che gli incorniciava il viso. Le ricordava un vecchio stregone,con quella lunga tonica color pervinca addosso e la lunga barba grigia,ma non poteva essere,non..
«Bene,bene,bene» disse lo sconosciuto con una voce stridula «Sei tu la principessa tanto amata dal principe,allora.»
«Ma cosa diavolo..? Non sono una principessa!» urlò «Perchè diamine pensate tutti che io lo sia?»
«Bah! Poco importa la tua stirpe,vostra maestà! Ciò che conta è che Aiden farebbe di tutto pur di riavervi. Voi venite con me!» disse afferrandola per un polso.
«Non credo proprio!» replicò lei,generando un campo di forza che lo mandò lungo disteso. Sue si alzò e lo imprigionò in una bolla invisibile.
Con sua enorme sorpresa, l’uomo scoppiò in una fragorosa risata e la stanza si riempì di una luce così accecante che la Donna Invisibile fu costretta a chiudere gli occhi. In pochi secondi il campo di forza andò in mille pezzi ed una nuvola ambrata si diresse verso di lei.
«Ora dormi, principessa.» disse lo stregone,mentre Sue sentiva svanire il mondo circostante.
Il primo a riprendersi fu Reed che si alzò con estrema lentezza, il suo primo pensiero rivolto a Susan. La cercò con lo sguardo senza trovarla. Corse da Johnny e poi da Ben,controllando il battito. Erano vivi,per fortuna e stavano già riprendendo conoscenza. Aiden si svegliò di scatto e,barcollando,si aggirò per la stanza.
«Oh no.» disse,serio,scrutando ogni centimetro della sala.
«Amico tuo?» chiese Reed,furioso,mettendo il ragazzo contro il muro «Chi era quell’uomo? Cos’ha fatto a Susan??»
«Ugh!!Hey..mettimi giù!»
«Farai meglio a rispondere,principino.» disse Reed,minaccioso.
«Si chiama Durindragh. è uno stregone esperto di magia nera.»
«Come fai a conoscerlo?»
«è lui che mi ha fatto venire qui. Uscire,intendo.»
«Uscire? Uscire da dove?»
«Lo sapevo che era pazzo da legare» intervenne Johnny,tossendo «l’avrà fatto uscire dal manicomio..o dalla galera,fai la tua scelta.»
Reed ignorò il commento di Johnny e tornò a fissare Aiden che si divincolava,cercando di sfuggire alla sua stretta.
«Rispondi»
«Dal libro..»
«Libro? Mi stai dicendo che tu sei il personaggio di un.. libro?»
Aiden fece cenno di sì con la testa «è un romanzo che Susan ha letto più e più volte. Un giorno Durindragh e tutti noi siamo riusciti a prendere vita grazie ad un uomo del vostro mondo,che ci ha raccontato di voi e di lei..della bellissima principessa che viveva intrappolata in un enorme torre,prigioniera di tre terribili belve.»
«Chi era quell’uomo?»
«Non conosco il suo nome. Molti lo chiamano il Creatore. L’ho visto, una volta. è alto e magro,con dei lunghi e sottili baffi neri ed una buffa maschera color viola.»
«Diablo..» mormorò Ben «chissà perchè c’è sempre lui dietro a queste cose malate..»
«Di lui ci occuperemo più tardi. Dove pensi che Durindragh abbia portato Susan?»
«Lui vuole il mio trono. L’avrà portata alla sua torre,nel castello delle Tenebre Antiche.»
«Chissà perchè mi sento che si trova nel tuo libro..»
«Come si intitola?» chiese Johnny, tutto ad un tratto.
«Rescue me»
«Che ironia» commentò Ben,sarcastico.
«So dove si trova» disse Johnny e scomparve, per riapparire con un libro abbastanza spesso,la copertina rigida e dorata che mandava bagliori da tutte le parti dove si poteva leggere a chiare lettere nere «Rescue me»
«Come facciamo a tirarla fuori da lì?»
«è impossibile..questo rompe ogni singola legge matematica e fisica..»
«Reed,amico,capisco il tuo stato di shock e di rifiuto, ma cerca di rimanere lucido il tempo che ci serve per tirare Suzie fuori dal libro,ok?»
«Ascoltate..voi non potete entrare nella storia.» disse Aiden.
«Perchè no? Sue è entrata.»
«Sì,ma è entrata perchè Durindragh le ha fatto un incantesimo. Le persone che non appartengono alla storia non possono entrare,così come i personaggi del romanzo non possono uscire nel mondo esterno se non hanno un qualche legame con esso.»
«Quindi?»
«Io ero legato a Susan,perchè,per un certo periodo della sua vita,lei ha creduto di potermi trovare. Solo questo mi ha permesso di uscire dal romanzo. Se non avessi avuto alcun legame con lei,sarei diventato cenere,proprio come è successo a Dip,il mio scudiero.»
«Ed il drago? E Durindragh? Qual’era il loro legame con il nostro mondo? Non penso che mia sorella si sia mai figurata quel vecchiaccio in carne ed ossa..» disse Johnny,facendo una smorfia.
«Ero io il loro legame. Nella storia, io devo combattere il drago che terrorizza la città e che tiene prigioniera la principessa. E Durindragh,beh,lui mi stava cercando. In fin dei conti,cerca di soffiarmi il trono per tutto il racconto..»
«Ho capito,ma..questo significa che tu puoi rientrare nel racconto?»
Aiden annuì con convinzione.
«La riporterò indietro» disse,afferrando la spada e rimettendola nel fodero appeso alla sua cintura «sana e salva, non temere.» aggiunse,guardando Reed che annuì in senso affermativo mentre apriva il volume al centro della sala. Aiden lo sfiorò con le dita e quello iniziò ad emanare una luce calda e l’ambiente si riempì di suoni indistinti,mentre la mano del principe iniziava a dissolversi all’interno delle pagine e,a poco a poco,svanì anche il suo corpo.
Quando la luce fu scomparsa ed il libro fu tornato alla sua forma originale, Johnny lo richiuse con delicatezza.
«E adesso?» chiese,guardando Reed speranzoso,come se lo scienziato potesse risolvere tutto con un semplice schiocco di dita, che poi,non era quello che faceva sempre quando un’idea geniale gli balzava per il capo e risolveva in maniera brillante tutta la situazione,per quanto intricata potesse essere? Ma quella volta non vi fu nessun’esclamazione di giubilo,nessuno schiocco di dita.
«Non ce ne staremo mica qui con le mani in mano,vero,Reed?» chiese Ben,scrutando l’amico.
«Certo che no.» disse lui,deciso «Andiamo a cercare Diablo.»

PARTE 4: DIABLO

Il ‘covo’ di Diablo,che Johnny non esitò a definite catapecchia, era costituito da una sparuta abitazione su una collina brulla e sterile.
«Neanche un cespuglio rotolante o un coyote che ulula..» disse Ben,mentre si avviavano verso la casetta che,bisogna dirlo,cadeva letteralmente a pezzi,ed era ben lontana dalla cripta che lo aveva ospitato per svariati secoli (e dove,Johnny si premurava sempre di puntualizzare, sarebbe potuto tranquillamente restare per altri innumerevoli millenni) che,messa a confronto con la sua nuova ‘dimora’ era un vero e proprio gioiello.
«State attenti» disse Reed «Potrebbe aver ancora i suoi simpatici scagnozzi alle calcagna..»
«Intendi quei robi magici?» chiese Ben.
«No,quegli esseri razionalmente,scientificamente e biologicamente spiegabili.»
«Qualunque cosa siano,non ci tengo a trovarmeli di nuovo davanti..» disse Johnny con un brivido «L’ultima volta, abbiamo rischiato di brutto di finire a spezzatino..»
Entrarono nella casa,che a prima vista apparve deserta.
«Reed?» disse Ben «sei sicuro di aver fatto tutti i calc..» venne subito zittito da Mr. Fantastic che estrasse un paio di occhialini da un borsina che si era portato dietro. Dopo alcuni secondi fece un salto e si diresse,sparato come un proiettile,verso una parete. Dopo qualche attimo di riflessione,fece un sorrisetto soddisfatto e premette un bottone che,a quanto pareva,solo lui era in grado di vedere. Un botola si aprì con un sordo ‘clack’.
I tre membri dei Fantastici Quattro,seguendo la luce fornita dalla Torcia,scesero giù per la scala per ritrovarsi in un laboratorio di dimensioni epiche colmo di alambicchi fumanti e gorgoglianti, bottiglie con liquidi dei colori più strani e volumi di ogni forma,età e dimensione.
Una voce alle loro spalle gli fece accapponare la pelle per qualche istante « Benvenuti,Fantastici Idioti! Stanchi di vivere?»
«Diablo! Ti abbiamo trovato finalmente..»
«Che cosa siete venuti a fare?»
«Non fare l’innocentino,amico» disse Johnny,indicandolo con fare saccente «lo sai benissimo. Hai mandato un mago fuori come un cocco proprio come te a rapire mia sorella.»
«Non so di cosa tu stia parlando,giovane Storm..» disse l’Alchimista con un ghigno.
«Vediamo se questa ti rinfresca la memoria!» disse la Torcia,lanciandogli una palla infuocata che Diablo deviò abilmente verso un bacile pieno d’acqua.
«Noto con piacere che ancora non vi è chiara la mia potenza..» con un rombo quattro golem,aria,acqua,terra e fuoco, si sollevarono da quattro conche poste ai lati della stanza «..spero che,negli ultimi spasimi,riusciate a realizzarlo. Uccideteli. Uccideteli tutti!»
In un istante le creature demoniache gli furono addosso con tutta la loro furia elementale.
«Johnny! Evita le fiamme! Ben,attento al..» Reed non fece in tempo a finire la frase che l’elementale della Terra lo afferrò con il suo pugno fangoso, costringendolo a ripiegare su stesso. Johnny volava da un lato all’altro,schivando da una parte il Fuoco e dall’altra l’Acqua «Dannazione! Questo coso brucia!» esclamò,quando una fiamma gli arrivò troppo vicino al viso. Ben cercava di abbattere l’elementale della Terra,mentre un tornado impazzito si dirigeva minacciosamente verso di loro,rendendoli praticamente sordi ai loro stessi avvertimenti. Diablo, seduto sul suo scranno,rideva sguaiatamente,beandosi alla vista della disfatta dei tanto odiati Fantastici Quattro.

PARTE 5: RESCUE ME

Aiden arrivò davanti alla torre di Durindragh, una torre nera come il carbone,alta che pareva sfiorare il cielo con la sua sommità e di forma irregolare e sconnessa. Come ben sapeva,quella torre non aveva porte che conducessero all’entrata,ma,nel libro, Aiden usava il drago per arrivare alla finestra che consentiva l’accesso alla camera dove era rinchiusa la principessa. Quella volta,però,non vi era nessun drago a consentirgli l’accesso. Si guardò attorno: non vi era nulla che lo potesse aiutare. Guardò nelle sue tasche e ne estrasse un pugnale. Guardò di nuovo la torre,che,sotto i raggi accecanti del sole, parve oscillare in maniera minacciosa,come a sfidarlo a mettere in atto la folle idea che gli era balzata in testa,come ad invitarlo a girare quella scena fuori copione.
Deciso,afferrò le pietre sporgenti,infilando il pugnale in una delle sottili fessure coperte di muschio e detriti per aiutarsi a sollevarsi un poco.
Il sole era cocente e più di una volta perse la presa e rimase in vita tenendosi al pugnale,saldamente incastrato tra i blocchi di pietra scura.
Non sapeva quanto tempo era passato da quando aveva intrapreso la scalata della torre e nemmeno a quanta distanza si trovasse dal suolo (e,francamente,non aveva intenzione di voltarsi indietro per scoprirlo) quando finalmente,sfinito, raggiunse la finestra che dava sulla camera dove la principessa attendeva il suo valoroso principe.
Sue era distesa su un morbido letto con le coperte rosa confetto ed il baldacchino con le tende del medesimo colore. Portava un bellissimo abito color pervinca ed i suoi capelli erano intrecciati con dei piccoli fiorellini azzurri e le ricadevano in morbidi boccoli sulle spalle. Aiden si fermò a contemplare i suoi lineamenti per qualche istante,pensando a quanto fosse già bella nella realtà ed a come il libro l’avesse resa assolutamente perfetta,proprio come faceva con tutte le altre creature che vi appartenevano,prive di difetti ed immensamente pure. Le si avvicinò piano ed accostò le labbra alle sue,dandole il più dolce dei baci. Quando si separò da lei, aspettò qualche secondo,sicuro che,da un momento all’altro si sarebbe svegliata e gli avrebbe sorriso,poi sarebbero tornati alla sua dimensione,come Aiden aveva promesso a Reed,ma i secondi passavano e lei non accennava a muoversi.Rimase lì, immobile,come una statua di marmo,senza sorridere né aprire gli occhi color del mare. Un fremito d’ansia si insinuò nel petto di Aiden,quando all’improvviso un’altra figura entrò nella stanza,oscurando la luce del sole. Si trattava di Durindragh che sfoggiava lo stesso ghigno denso di perfidia e soddisfazione che aveva mostrato nel rapire Susan all’interno del Baxter Building.
«Non si sveglierà.»
«Cosa stai dicendo,vecchio pazzo?»
«La ragazza non si sveglierà»
«Deve svegliarsi..la storia…»
«Dimentica la storia,Principe Aiden,noi siamo già oltre la storia…»
«Non capisco. La fanciulla può essere svegliata solo dal bacio di un principe..»
«Oh,no,no..non di un principe. Solo del bacio del vero amore. Con Colette funzionava perchè tu sei il suo vero amore,Principe Aiden,ma per questa giovane ovviamente non sei così importante..»
«Perchè? Perchè vuoi farle del male?»
«così vuole il Creatore. Così sarà fatto. Se lei non si sveglia,non puoi uscire,caro principe. Ed inoltre..il tuo trono è appena stato rilevato da me,mio caro. Sono successe tante cose durante la tua assenza,principe Aiden»
Il volto di Aiden era una maschera di odio e rabbia e la sua mano scattò svelta verso l’elsa della spada. Furente si indirizzò verso lo stregone che,con uno schiocco di dita,scomparve lasciando al suo posto un altro cavaliere, l’armatura era non più nera delle pietre della torre stessa e si potevano intravedere due occhi ardenti,in cui guizzava la fiamma della crudeltà e la brama di sangue. Aiden lo conosceva fin troppo bene: era Gairowald, il cavaliere che lo inseguiva in ogni pagina rivendicando il suo cuore palpitante,posto sotto gli ordini diretti di Durindragh, sordo alle urla dei nemici che cadevano uno ad uno sotto la sua lama.
Aiden non provava neanche un briciolo di paura (d’altronde era stato scritto così,impavido e senza timor alcuno)e si accinse ad affrontarlo.
Fu Gairowald il primo ad attaccare e,fortunatamente,il suo affondo andò a vuoto consentendo ad Aiden di contrattaccare in pochissimo tempo.
Il duello infuriava in un testa a testa tra i due cavalieri,abili in egual misura e sarebbe potuto proseguire fino al calar del sole se Aiden non fosse stato distratto da una voce,proveniente da un luogo indefinito,ma che conosceva abbastanza bene.
«Sue!! Sue,se mi senti.. abbiamo bisogno di te,sorellina.»
Ma come non riconoscerla: era la voce di Johnny! Aiden cadde a terra e,in un lampo di lucidità, scattò subito in piedi,scartando di lato Gairowald,che rimase interdetto, afferrò Susan per la mano e sorrise: gli era appena venuto in mente un altro legame che aveva con l’esterno,un legame di cui Durindragh non poteva conoscere l’esistenza.. Il cavaliere nemico si accingeva ad attaccare di nuovo. Aiden chiuse gli occhi e sperò con tutte le sue forze di avere ragione. In un attimo tutto fu buio.

PARTE 6: BACK TO NORMAL

Johnny non poteva credere ai suoi occhi: non appena ebbe finito di pronunciare la frase rivolta al libro aperto,mentre intorno a lui si scatenava l’inferno, quello incominciò a brillare ed emettere boati. Tutto avvenne in un battito di ciglia: un secondo l’angolo dove giaceva il libro era vuoto, quello dopo Aiden e sua sorella erano esattamente di fronte ai suoi occhi.
Quell’attimo di distrazione quasi non gli costò la vita quando l’elementale del fuoco si scagliò a tutta potenza contro la Torcia che lo evitò per un nanosecondo.
Anche Reed aveva notato la presenza di Sue ed Aiden e,liberatosi dalla morsa del golem della Terra,si allungò fino a vedere in viso il giovane.
«Aiden.»
«Reed!» esclamò il ragazzo,che teneva Sue stretta a sè,per evitare che la donna cadesse per terra «Che gioia rivederti!»
«Anche per me. Come sta?»
«Devi baciarla?»
«Come prego? Argh!» strillò Mr. Fantastic, mentre il golem stringeva la presa nel punto in cui si sarebbe dovuta trovare la sua milza,se ce l’avesse avuta. Aiden si guardò intorno per la prima volta ed impallidì.
«Cosa..cosa sono?»
«Diciamo che questi sono..urgh..quelli che tu definiresti demoni.»
«Ma..il creatore! è lui!!»
«Già..scusami un attimo,ragazzo» disse Reed voltandosi per continuare a combattere il golem che non voleva saperne di mollare la presa e prendere al volo Johnny,colpito dall’elementale dell’acqua,evitandogli di schiantarsi contro alcuni alambicchi posti su un ripiano.
«No! Reed!! Non capisci! Torna qui!»
«Spiacente,soldo di cacio» intervenne Ben,cercando di non soccombere all’elementale dell’aria «siamo un po’ impegnati al momento…come puoi notare.»
Aiden si guardò freneticamente attorno. Non conosceva nulla degli elementi lì dentro,ma..
«Johnny!» esclamò ad un tratto
«Sì??»
Il ragazzo gli lanciò la sua spada che la Torcia afferrò al volo.
«Grazie,ma ora non ho tempo per giocare ai cavalieri della tavola rotonda,avrei da fare cose più importanti..come rimanere in vita,ad esempio.»
«Ascoltami bene,quella spada è una spada magica»disse il principe;Reed sbuffò in maniera sarcastica da qualche parte e lo si sentì dire qualcosa come «la magia non esiste» prima di essere di nuovo intrappolato dall’elementale dell’acqua. Aiden continuò,ignorandolo « infrange ogni incantesimo. La uso nel capitolo..»
«Ma certo, il capitolo 12,quando sconfiggi il drago che si scopre essere il tuo fedele scudiero Dip,trasformato da..argh!» esclamò,quando venne sfiorato dall’elementale del fuoco che tentava di colpirlo con le lunge dita incandescenti «E va bene! Proviamoci..» disse,trafiggendo il golem. Quando la spada trapassò le fiamme che formavano il corpo dell’elementale, esso urlò di dolore,emettendo un fischio acuto che si fuse con l’urlo di Diablo,dall’altra parte della stanza «Sciocco ragazzo!»
Johnny sorrise vittorioso,senza smettere di infliggere colpi alla creatura che,dopo pochi secondi si solidificò,andando in mille pezzi che scomparvero in una manciata di attimi. Si diresse verso gli altri elementali, colpendoli con tutta la forza che aveva e vedendoli diventare cenere sotto i suoi occhi. Quando ebbe finito,stremato,si rivolse verso Diablo che lo guardò con aria di sfida,afferrò una boccia da un ripiano e,proprio nel momento in cui Reed,Ben e Johnny si scagliavano verso di lui,la lanciò al suolo dove si infranse, producendo un fumo grigiastro,scomparendo davanti ai loro occhi, con tutto il suo laboratorio.
«Dannazione ci è sfuggito un’altra volta» esclamò Ben,mentre Johnny scendeva a terra,spegnendo le fiamme che ardevano sul suo corpo.
«Bel colpo,Aiden. Non sei poi così un perdente come pensavo”
«Tu..hai letto il libro?”
«Beh..mia sorella me lo leggeva quando vivevamo nel Queens. Speravo di essere un po’ come te da grande,ma poi..beh,essere me è moooolto più figo,devo dire. Mia sorella adorava la tua storia e tutte quelle cose da femmine,ma..devo ammettere che nno mi sarebbe spaiciuto fronteggiare Gairowald,una volta o due..Chissà come diavolo fa Diabolo a scappare,mi chiedo,però.. Reed,cosa..?»
Ma Reed non era al loro fianco. Era corso da Susan,immobile sul pavimento di pietra della cripta.
«Susan..Sue,amore,rispondimi..svegliati,avanti..» Mr. Fantastic si sentiva il cuore in gola,anzi,quasi era fermo.
«Reed» disse Aiden,avvicinandosi «è sotto un incantesimo»
«Cosa?»
«Solo tu puoi svegliarla.»
«E come dovrei fare,di grazia?»
Fu Ben ad intervenire,con un sorrisetto «Oh,andiamo. è una favola. Non mi dirai che non conosci la Bella Addormentata nel Bosco,vero?»
«Oh.» disse Reed, tornando a contemplare Susan. Si avvicinò piano al suo viso e le diede un bacio sulle labbra,esprimendo mentalmente il desiderio che si svegliasse sana e salva.
Quando si separò da lei, non accennava ancora a muoversi. Reed la fissò intensamente,attento a cogliere ogni più piccolo spasimo,ma non avvenne nulla. Sue rimaneva ferma immobile come lo era stata prima che lui la baciasse.
Reed si morse un labbro,incapace di parlare,quasi incapace di respirare. Johnny era come paralizzato e guardava la scena con tanto d’occhi.
Ad un tratto Sue,mosse leggermente la testa,borbottando.
«Mhhh..cosa diavolo..?» disse piano,mentre Reed scattava sull’attenti.
«Susan!»
«Reed? Dove siamo?»
«Nel rifugio di Diablo,è una storia lunga. Come..come ti senti?»
«Riposata» disse lei,sorridendo.
Reed scoppiò a ridere,abbracciandola forte,mentre Sue guarda Johnny,Ben ed Aiden con aria interrogativa,senza capire il motivo di quell’abbraccio,ma i tre si limitarono a sorriderle di rimando.
«Come mai sono vestita così? E cos’è successo ai miei capelli?»
«Diciamo che..hai provato ciò che si prova ad essere davvero una principessa,Susan» disse Aiden,sorridendo.
«Aiden! Sei vivo!»
«Sì,grazie a voi.»
«La cosa è reciproca» disse Reed «l’arguzia di questo ragazzo ci ha salvati tutti. Se potessi solo dare un’occhiatina a quella spada..»
«Reed Richards!» lo rimbrottò Susan,sempre con il sorriso sulle labbra.
«Scherzavo,scherzavo..» si affrettò ad aggiungere lo scienziato.
«Ora devo andare,però» disse Aiden «Un’altra avventura mi aspetta. Duringragh si è impossessato del mio regno ed io devo andare a riprendermelo,facendo la cosa che so fare meglio,nel posto che mi appartiene.»
«Pensi che l’incantesimo durerà?»
Aiden scosse la testa «il libro ha già cambiato forma. Non penso che mi sarà concesso uscire un’altra volta»
«Ma..» disse Sue,torcendosi le mani nervosamente «ci sono ancora tante cose che devi vedere! Posti da visitare..»
«Susan,ho visto più di quel che volessi vedere. è giunto il momento di tornare nel mio regno e tu non puoi venire con me,il tuo posto è qui come il mio è a Reidale. Se avrai bisogno di me,sai dove trovarmi» disse,facendole l’occhiolino ed avviandosi verso il libro. Dopo qualche secondo,la figura di Aiden si fuse con la luce proveniente dal volume e scomparve.
Tra i quattro calò uno strano silenzio,interrotto da Johnny.
«Ah,beh! Almeno ora possiamo tornare a casa..»
Sue si voltò verso Reed e prese le mani nelle sue «Sì» disse «torniamo casa. Ne ho abbastanza di favole e di avventure,per oggi»
Reed le sorrise e salirono la scalinata che conduceva all’sterno,ma,con loro enorme sorpresa, non si trovarono nel mezzo della landa desolata dove erano arrivati,ma nel centro di una foresta in piena notte
«Che diavolo..?!?!?» esclamò Ben «dove siamo finiti?»
Reed controllò un dispositivo che aveva con sè « Transilvania»
«Oh no,no,no,no! Di nuovo! Diablo e la sua cripta maledetta!» si lamentò Ben che si ricordava bene il suo primo incontro con l’Alchimista.
«Questo vuol dire che dobbiamo tornare a casa a piedi???»
«Certo che no,Johnny» disse Reed «La Fantasticar sarà qui in un paio d’ore»
«Il tempo necessario per visitare meglio questo posto,vero Reed? L’ultima nostra visita era stata bruscamente interrotta..» disse Sue.
«Ah,già,già..Questo castello dev’essere di circa fine settecento..»
«Oh andiamo..ma è proprio necessario il tour guidato?» si lagnò Johnny,mentre Ben rideva sotto i baffi.

FINE
(the end)

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