Poesie, Poesie ' dei colori '

Velluto rosso

Mi hai insegnato a non guardare
con gli occhi,vuoti e vitrei,
ma ad inserirmi nel tempo e nello spazio
di un tramonto e di un aurora,
a tremare con il trillo dell’allodola,
a seguire il movimento degli steli
e ad essi farmi conforme e uguale.
Dove sei ora che un tiepido raggio di sole
scivola sulla pelle adamantina e gelida?
Così mi hai abbandonata,
sul suolo freddo e gelato dall’inverno,
su questo ciglio di terra battuta.
Hai già dimenticato i la bellezza
dello sbocciare di questi petali
di velluto e di seta,
con i qual ridevi e cullavi
con l’iride densa di di miele
le perle tondeggianti e gonfie di rugiada?
Mi lasci così, fragile rosa spezzata,
ti volgi verso un’altro bocciolo,
adorno di una collana con meno cocci,
ora che è inverno,
ora che è morte.
Nuda sto, ferma,
e vesto di neve e di vento.
Aspetto primavera, colori, fremiti,
tiepidi,timidi raggi tintinnanti
tra campanule ridenti,
quando mi vestirò di nuovo di amore,
riabbasserò il capo,al veder da lontano
il giallo ocra e terra delle spighe,
verserò lacrime e stillerò sangue
attendendo il passare di uno sguardo.

Il vento squarcia silenzio e sogni.

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Poesie, Poesie ' dei colori '

Angelo

Universo tiranno e schivo,
non è tempo questo per chi spera
ché ogni speranza si schianta
con grida di dolore tremende.
Cadono ai sogni le ali,
si sperde il bel piumaggio
quando la verità cieca li abbatte
senza coscienza e senza rimorso.
Gli angeli del nostro secolo
sono costretti a nascondersi
per paura d’esser braccati come diavoli.
Si è aperta la caccia alle streghe,
sprofondiamo nel cupo baratro
di secoli a noi ignobili e bui.
Angelo, prega per noi,
ché la vita di grigio si è tinta,
né nera né bianca,
ma in stallo
e di pregare non vi è cuore,
morta ogni sorte,
perito ogni fiore,ogni stelo,ogni gemma.
L’inverno è sceso inesorabile e mortale,
posa lieve una coltre di gelo,
offusca le menti, paralizza le membra.
E non resta neanche più la forza di piangere,
in un mondo che le lacrime disdegna e ripudia,
ché di forza ha peccato troppo.
Piangi per noi,angelo mio,
tu che sei lontano dalla paura,
che non conosci il dolore o la sofferenza
se non tramite la nostra,
tu, il cui cuore è votato alla compassione latina,
che sai esser più umano dell’uomo.
Prega, angelo, per i mortali
che solo sono destinati a comprendere
il valore massimo del dolore.
Dalle tue lacrime nasce amore,
fragile stelo,debole bocciolo,
che in primavera,
dischiuderà il rosso
vellutato e denso.
Cesseranno le campane allora di battere a morto?

{Poesia ‘gemella’ di Grigio}

SeleneQueen 2013

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