Citazioni - Quotes, Pensieri sparsi

“I am a small poem on a

page with room for another.

Share with me this white field,
wide as an acre of snow,
clear but for these tiny
markings like the steps of birds.

Come now.
This is the trough of the wave,
the seconds after lightning.
Thin slice of silence
as music ends,
the freeze before melting.

Lie down beside me.
Make angels.
Make devils.
Make who you are.”

Jack Marcus

(from the movie “Words and Pictures”)
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Citazioni - Quotes, In prosa, Life, Pensieri sparsi, Sensations&Thinkings

La dura legge dell’asticella del “NO”

Ndr: Il seguente articolo non è né pretende di essere considerato un tema affrontato su basi scientifiche. Tutte le considerazioni qui espresse sono strettamente personali ☮
Buona Lettura 😘📜

 

“Contra el vicio de pedir, hay la virtud de no dar”

 

Questo proverbio spagnolo (lett. “contro il vizio di chiedere, c’è la virtù del non dare”) si rivolge a tutti coloro che si trovano accanto una persona, più o meno vicina, che si rivela essere una vera e propria macchinetta spara scusa-potresti-farmi-un-favore-grazie (laddove il “grazie è opzionale, più no che sì nei sondaggi con “s” minuscola) e da a tutti loro un consiglio prezioso su come comportarsi: quando le richieste diventano una routine quotidiana ed esosa per chi le deve accogliere, può essere utile avere il coraggio di dire di no.

Recentemente è una frase che da neutra è passata ad avere un significato ed un ruolo molto attivo nella mia vita. Se prima la associavo solo alla classica immagine della madre severa che rimbrotta il bambino “viziati” sempre lì con tra”mi compri questo” ed un “mi compri quello“, ora la vedo prendere forma all’interno della mia stessa esperienza personale (e no, non sono diventata mamma in questa assenza, cari lettori, garantisco io per me ✋😬) e mi sono resa conto di quanto sia difficile imporre l’asticella del “no”.
Più precisamente: in che momento è giusto dire di no? 

Questa prima domanda mi pare molto semplice: quando ci fa stare bene un “no” onesto e semplice, piuttosto che il dover ricorrere un “sì” a denti stretti, rancoroso ed incacchiato (et voilà con i francesismi).

Tuttavia, dato che nella vita tutto può solo sembrare semplice, senza mai effettivamente esserlo, sorge un problema essenziale: se questo “sì” è così scomodo da pronunciare, perché spesso siamo disposti a sopportarne il peso? Per apparire buoni, ovviamente! Cerchiamo di essere apprezzati dai più mostrandoci sempre disponibili ad assecondare le loro richieste – nessuno ti da niente per niente… o no?

Ci sono tre modi di rispondere ad una richiesta di aiuto: l’aiuto disinteressato (o spontaneo) quando aiutiamo il nostro prossimo solo perché possiamo e vogliamo veramente aiutare l’altra persona, vederlo realizzato in ciò che fa e possibilmente felice nel corso della sua vita, l’aiuto forzoso obbligato, ovvero tutte quelle mansioni di supporto che ci vediamo “costretti” a fare, pena severe conseguenze tangibili su vari livelli (ad esempio con i superiori), e l’aiuto forzoso autoindotto, quando l’aiuto che diamo non è spontaneo, ma “sarebbe scortese dire di no quando questa persona si aspetta che io possa aiutarla” anche se nessuno ci obbliga a fare nulla e le conseguenze sarebbero minime o anche nulle.
La terza categoria (aiuto forzoso autoindotto) è indubbiamente quella più problematica perché semi (o a volte anche interamente) psicologica, che spesso ci rende “schiavi” sì, ma di noi stessi. Molte volte abituiamo male le persone quando ci mostriamo sempre desiderose di aiutarle tutte indifferentemente ed in qualsiasi compito. Dopo un po’ si innesca così un meccanismo infernale: la colpa
Se qualcuno ci chiede aiuto e noi sappiamo che potremmo aiutarlo, ci sentiamo immensamente in colpa – anche se abbiamo i nostri impegni, se essi possono essere ri-arrangiati (anche svantaggiosamente) per risolvere quel problema, allora l’azione che viene da fare è rinunciarvi – aiutare ad ogni costo. Ed arrabbiarsi come pazzi furiosi se, quando arriva il nostro turno, non ci viene ricambiata la cortesia.
Ho passato anni a rimuginare sull’argomento. Sì perché è innegabile che uno abbia tutto il diritto di arrabbiarsi, di pensare “ma come, io ho messo da parte tutto per darti una mano e ora tu ti giri dall’altra parte?”. Legittimerrimo*. Oppure no?
In realtà, se ripercorriamo tutto quel percorso, nessuno ci ha mai chiesto di cancellare i nostri impegni, di rinunciare a qualcosa di nostro – abbiamo scelto. Ed abbiamo scelto di farlo perché volevamo apparire gentili, disponibili, affidabili ed anche per poter essere aiutati a nostra volta, ma nulla ci è dovuto, nemmeno a seguito di un aiuto disinteressato da parte nostra. Se in più la persona che chiede è sempre la stessa e ci tratta con la delicatezza che si riserverebbe ad un distributore di bevande inceppato che, per giunta, non da il resto (💸 *sigh* 💸) ed un po’ pensa anche che lo dobbiamo per forza essere, allora beh, la frustrazione sale a livelli di pericolosità fuori scala.

Ed è qui che dobbiamo sempre tenere a mente che 

” Chiedere è lecito, rispondere è cortesia”

Quindi chi chiede ha tutto il diritto di farlo, così come chi riceve la richiesta deve rispondere per cortesia…. ma questa risposta può anche essere un sonoro, rotundo (ma comunque educato) “no, non posso”, senza sensi di colpa. Ci sono favori e favori, pesi e pesi e molto dipende sicuramente dal rapporto che abbiamo con l’altra persona, è vero, ma se sospettiamo un raggiro o percepiamo di essere usati, questa sensazione andrebbe indagata, esplorata e da qualche parte un nodo che ha fatto nascere tutto ci deve essere una situazione perlomeno equivoca – nulla si genera dal nulla più assoluto. A volte, i “no che aiutano a crescere” sono indispensabili anche tra gli adulti. Chissà, qualcuno potrebbe anche davvero imparare qualcosa… e sicuramente ci permetterebbe di vivere meglio i rapporti con gli altri e con noi stessi.

 “Quando dici ‘sì’ agli altri, assicurati di non stare dicendo ‘no’ a te stesso.”
Paolo Coehlo

 

 

vi ho fatti rabbrividire eh? 🤭
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I’m lifting you up, I’m letting you down, I’m dancing til dawn.. I’m fooling around..I’m not giving up, I’m making your love.
This city’s made us crazy and we must get out.

.

(Must get out; Maroon 5)

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Ti sto sollevando, ti sto deludendo, sto ballando fino all’alba.. sto facendo lo stupido.. Non sto mollando, sto facendo mio il tuo amore..
Questa città ci ha fatto impazzire e dobbiamo uscire..

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Quando una canzone è poesia..

If I send you roses for no reason at all
If out of the blue, I stop and give you a call,
Once in a while, it’s breakfast in bed
and then pull the covers back up over our heads;
If I call in sick just to stay home with you,
I want you to know why I do what I do.
It’s my way of sayin’ what I can’t express,
But I want you to know girl I’m doin’ my best..
Oh I’m just a man, that’s the way I was made.
I’m not too good at sayin’ what you need me to say.
It’s always right there on the tip of my tongue,
It might go unsaid but it won’t go undone.
So, when those three little words come so easy to you,
I hope you know what I mean when I say : “me too”
If you should wake up and catch me watchin’ you sleep
and I break the silence by kissin’ your cheek;
If I whisper somethin’ you don’t understand,
Don’t make me repeat it, I don’t know if I can..
Oh I’m just a man, that’s the way I was made.
I’m not too good at sayin’ what you need me to say.
It’s always right there on the tip of my tongue.
It might go unsaid, but it won’t go undone.
So, when those three little words come so easy to you,
I hope you know what I mean when I say: “me too”
“Me too”.. “me too”.. hope you know what I mean when I say: “me too”

-Toby Keith; “Me too”-

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Se ti invio rose senza motivo alcuno;
Se, così dal nulla, mi fermo e ti telefono;
Una volta ogni tanto, vi è la colazione a letto
e poi ci tiriamo le coperte fin sopra la testa;
Se mi metto in malattia solo per stare a casa con te,
Voglio che tu sappia perché faccio quel che faccio:
È il mio modo di dire ciò che non riesco ad esprimere,
ma voglio che tu sappia, ragazza, che faccio del mio meglio..
Oh, sono solo un  uomo, sono fatto così.
Non sono bravo a dire quel che hai bisogno che io ti dica.
È sempre lì, sulla punta della lingua.
Potrà passare per non detto, ma non sarà annullato.
Quindi, quando quelle tre paroline ti risultano così facili ,
spero che tu sappia cosa intendo quando ti dico “anche io”..
Se ti dovessi svegliare e sorprendermi a guardarti dormire
ed io rompessi il silenzio baciandoti sulla guancia
Se sussurro qualcosa che non riesci a capire
Non farmela ripetere, non so se ci riesco..
Oh, sono solo un  uomo, sono fatto così.
Non sono bravo a dire quel che hai bisogno che io ti dica.
È sempre lì, sulla punta della lingua.
Potrà passare per non detto, ma non sarà annullato.
Quindi, quando quelle tre paroline ti risultano così facili
spero che tu sappia cosa intendo quando ti dico “anche io”..
“Anche io”.. “anche io”.. spero che tu sappia cosa intendo quando dico “anche io”..

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I’ve got a funny feeling the moment that your lips touched mine. Something shot right through me, my heart skipped a beat in time..
There’s a different feel about you tonight. It’s got me thinkin’ lots of crazy things.
I even think I saw a flash of light.. It felt like electricity..

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-You shouldn’t kiss me like this;Toby Keith-

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