Cards on the table and bullets in the gun

Cards on the table, bullets in the gun – ITA

Era seduto lì,senza guardare da nessuna parte in particolare.
La sua colt, argentata e scintillante, giaceva sul suo fianco sinistro.
Era una giornata estiva calda e soleggiata, o, almeno, credeva fosse estate. Avrebbe potuto esserlo dalla terribile afa che divorava il volto e feriva gli occhi, ma, in fin dei conti, ogni giorno per lui era sempre uguale, proprio come se vivesse le stesse 24 ore continuamente, da quando si era deciso a scappare lontano da quella trappola per topi che era la sua città.
Ricordava il giorno in cui se ne era andato con una smorfia di soddisfazione ed il gusto amaro della vittoria. Aveva corso per chilometri, rubato un cavallo e dato un’ultima occhiata al vecchio orologio cittadino che, proprio in quel momento, stava battendo le cinque in punto.
Ora era lì, da qualche parte, ovunque, sporco di polvere e sudore, un drink in mano dove il ghiaccio si scioglieva lentamente, ricordandogli che il sole, fuori, era più ‘caliente’ delle donne che, occasionalmente, portava fuori a cena.
Era, per ironia della sorte, ciò che si sarebbe potuto definire come un cowboy.
Ed anche vagabondo, dato che non aveva un posto in cui vivere.
Se ne andava così come era arrivato, sparendo senza lasciare alcuna traccia del suo passaggio in questo o quello ‘sputo’ di città, come lui le definiva.
Aveva cavalcato per un giorno o due senza sosta e gli doleva tutto il corpo.
Guardo davanti a sé: la ragazza era ancora lì.
L’aveva osservato sin dal primo momento in cui era entrato ed egli aveva dovuto combattere più di una volta contro la tentazione di mostrare l’interesse che provava per lei.
Si alzò, lasciando il suo wiskey sul tavolo, e si avvicinò al jukebox, dove controllò le canzoni diponibili; inserì un quarto di dollaro e tornò alla sua sedia.
La ragazza aveva incominciato a ballare, ammiccando agli avventori e mostrando con orgoglio in suo reggipetto decorato di perline e la sua gonna corta. Aveva la pelle abbronzata ed i suoi capelli avevano qualcosa che gli ricordavano una cameriera biondo fragola che aveva incontrato anni addietro. Si avvicinava sempre di più, mentre lui diventava sempre più gelido, nel tentativo di mantenere un po’ di gioco tra il distacco ed il raffinato.
“Sei parecchio attraente, cowboy” gli sussurrò all’orecchio.
“Anche tu non sei niente male” rispose, con un ghigno amaro sulle labbra.
“Ed hai anche buon gusto in fatto di musica.. questa è la mia canzone preferita, lo sai?”
“Ma che fortunata coincidenza”
“Già” sorrise lei di rimando.
Sapeva riconoscere i guai quando li vedeva e sapeva per certo che la ragazza era ad un alto grado di pericolo, servito su un piatto d’argento.
“Dovresti ballare per i clienti, altrimenti si arrabbieranno parecchio.”
“E tu dovresti bere il tuo whiskey on the rocks, carino, ma non sembra che ti interessi granchè ora come ora. Inoltre, ci sono un sacco di ballerine stasera.”
“Uh-uh”
Si calcò il cappello sul capo un seconda volta, nascondendo gli occhi nell’ombra.
Lei si sedette sul tavolo.
“Cos’abbiamo qui? Una pistola?”
“Faresti meglio a non toccarla,se intendi tenere la tua manina esattamente nella posizione in cui si trova adesso. Se fai una mossa, la prenderò come il tuo ultimo desiderio.”
“Un uomo così grande e forte che se la prende con una ragazza così delicata?”gli rise in faccia “Ma per favore, cerca di essere serio. Ora, se non ti disturba ascoltare la mia richiesta, sarei più che felice di spiegarti il mio punto di vista, signor.. Qual’è il tuo nome?”
“Chi lo chiede?”
“Jane. E questo è tutto ciò che ti basterà sapere.”
“Il mio nome è Riley. Non faccia più domande, signorina.”
“Mi sta bene. Come se mi importasse. Vedi, ti ho notato fin dal primo momento in cui hai messo piede qui dentro. Sembri uno al quale è rimasto ancora un po’ di cervello non guastato dall’alcol.”
“Questo dovrebbe essere un complimento?”
“Un grosso complimento” ammiccò “Ho visto il tuo cavallo, laggiù. Un animale possente; sicuramente intelligente.”
“Il nocciolo della questione sarebbe?”
“Ho bisogno di andarmene da qui”
“Piccola, non penso che tu capisca la situazione. Ascolta, te lo spiegherò molto lentamente  di modo tale che tu possa capire dove voglio arrivare senza fare alcuno sforzo: per te sono uno sconosciuto, ho una pistola. Vieni qui e mi chiedi di portarti via. A te piace giocare col fuoco.”
“E dunque?”
“Non ho intenzione di fare il tuo gioco, carina. Trova un altro babbeo da inseguire. Pago il mio conto e lo faccio subito. E, ora arriva il bello, tu non vieni con me.”
“Perchè no? Sono io quella che rischia la vita, non tu. Sei tu quello tosto, qui.”
“Semplicemente non ho una ragione per portarti con me, ecco tutto. Ora sparisci. Torna a ballare o a rubare il portafoglio di qualche altra testa di rapa.. a proposito, quello sarebbe mio.” disse lui, afferrendole il polso con la mano e sfilando il portafogli alle sue agili dita. “Non mi piacciono i ladri.”
Lo guardò, c’era fuoco nei suoi occhi. Arse per un paio di secondi prima che lei ricominciasse a ghignare  “A quanto pare, il cavallo non è la sola bestia intelligente da questa parti, eh? Sei uno strambo, lo sai questo, non è vero?””
“Non sentivo quella parola da anni, giovanotta”
“Chi sei? Il mio paparino? Vattene, adesso. Troverò qualcun’altro. Qualcuno migliore, magari.”
“Fai ciò che vuoi” disse lui, stringendosi nelle spalle.
Si premette di nuovo il cappello sul capo  controllò il portafoglio. Non aveva avuto il tempo di rubare nulla. Si voltò e si fece strada verso il bancone. Era sul punto di chiedere il conto e,forse,un altro bel whiskey, quando un gridolino dietro la sua schiena lo fece voltare un’altra volta rapidamente per vedere quel che accadeva alle sue spalle.  Un omone, probabilmente più grosso di lui, aveva afferrato Jane per un braccio con una mano. La ragazza si divincolava,cercando di respingerlo, ma era tutto inutile. La musica si era fermate e ora tutti li stavano osservando.
Una specie di vampata d’ira incontrollabile sembrò, per qualche momento, impossessarsi del ventre e del cervello di Riley.
Non osò neppure muoversi, per non tradire il suo sentimento, poi lo sentì :
“Perchè non vuoi darmi quel che stavi per dare a quello sfigato, eh, cara?Sono sicuro che ci divertiremmo insieme, dolcezza.”
Qualcosa nel profondo balzò fuori e, senza pensare a quel che faceva o a quel che diceva, urlò, nel mezzo del saloon “Hey, tu! Sì, tu, ragazzone. Qual’è il tuo problema con la signora, eh?”
L’uomo non si voltò nemmeno nella sua direzione.
“Hey, a quanto pare il tuo amico è un aspirante suicida, pupa.”
Jane protestò mentre la mano dell’uomo si stringeva sempre di più sul suo braccio incolore ed esile
“Hey,piattola. Sto parlando con te. Lascia andare la signorina.”
Questa volta l’enorme sconosciuto lo guardò direttamente negli occhi prima di rispondere
“Altrimenti?”
“Lo vedrai.”
“Non me ne frega un accidente del tuo bel faccino. Spaccartelo sarà un enorme piacere.. forse intenso quanto andare con questa bella pupattola.”
“Ultima occasione per fare ciò che ti dico.”
“Farai meglio a fare quel che dice.” mormorò Jane al suo aggressore.
“E tu farai meglio a tapparti quella boccaccia!” disse lui, rabbioso, spingendola a terra con un rumore sordo. Jane rimase sul pavimento, immobile.
La mano di Riley volteggiò sulla colt automaticamente. Poi si fermò a pensare: l’uomo poteva essere disarmato. Afferrò una bottiglia vuota dal bancone.
“Ti piace essere al centro dell’attenzione, eh? Vediamo come te la cavi a prendertela con qualcuno della tua taglia.”
“Il piacere sarà tutto mio, codardo.”
Riley saltò, agile come una pantera, e furono quasi immediatamente  faccia a faccia. Cercò di evitare tutti i pugni dello sconosciuto il più velocemente possibile: se il tipo era più forte, sicuramente lui era più rapido.
Il primo colpo mancò la sua testa di un centimetro,mentre il secondo lo centrò nello stomaco. Cadde,con ancora in mano la bottiglia vuota.
Il gigante si preparava a colpirlo ancora,ma riuscì a svicolare sotto un tavolino di legno e schivare il colpo indirizzato alla sua testa. Facendo leva sulla schiena riuscì a rimettersi in piedi. Con una mossa rapida e decisa colpì l’uomo dritto sulla testa priva di capelli con il fondo della bottiglia, cogliendolo di sorpresa.
Quello ruggì, lo guardò e, con il capo ormai rosso cemisi a causa dell’abbondante perdita di sangue che scorreva rapido fuori dalla ferita aperta, cadde a terra, privo di sensi.
Ansante, lasciò cadere ciò che rimaneva della bottiglia, riprese il suo cappello e si diresse verso la donna che non si era mossa di un millimetro.
“Jane? Stai bene?”
“Mi hai difesa” sussurrò.
La sua voce era molto bassa, ma sicura ed alla aveva aperto un pochino i sui occhi azzurri.
“Già. Riesci a camminare?”
“Sì, sto bene  grazie a te, cowboy”
“Andiamo, lasciamo il locale.”
“Aspetta,aspetta. Lasciamo? Noi?”
“Sì. Volevi andartene, giusto?”
“Oh, sì. Puoi scommetterci.”
“Allora, vieni con me.”
“Pensavo che tu fossi una specie di ‘cavaliere solitario’ o qualcosa del genere”
“Non ti sto dicendo che starai per sempre con me, ma non ho alcuna intenzione di lasciarti qui con questi maiali..”
“Mi sta bene.”
Un individuo dall’aspetto minaccioso con una barba sporca ed irta apparve da dietro al bancone non appena gli giunse all’orecchio quel che stava accadendo.
“Hey, dove credi di andare con la mia migliore ballerina, eh? Se vuoi farci un giro, devi pagare.”
“Stai facendo sul serio o mi prendi in giro?”
“Nessuna burla. è mia. Vieni qui e quando te ne vai il mio saloon è a pezzi, il mio miglior cliente è al tappeto, sanguinante per colpa tua.. portatela via, causa troppi guai ed io certo non la voglio, manco me ne importa. Ma voglio el dinero, amigo.”
Guardò verso Jane, con aria interrogativa. Lei scosse la testa.
“D’accordo. Quanto?”
“Che ne dici di quattromila?”
“Ti piacerebbe. Facciamo due. E considerati fortunato.”
“Non ho intenzione di..!” si bloccò, i suoi occhi fissi sulla mano del cowboy che giaceva ora sulla pistola “Puoi tenerti i soldi, maledetto cowboy. Ora vattene. E non tornare.”
“Non ne ho alcuna intenzione, stanne certo.” disse Riley, uscendo dal locale. Jane lo seguì all’esterno senza dire una parola.
“Sapevi della tassa sin dall’inizio, non è vero?”
“Beh, sì. Chi non lo sa.”
“I non lo sapevo. Come diavolo pensavi di potertene andare, eh?”
“Che domanda stupida! Sgattaiolando via, è ovvio.”
“Giusto. Sono troppo ingenuo, suppongo.” disse lui ironicamente, con una smorfia.”Sai come andare a cavallo, immagino”
Lei annuì.
“Bene. Credo che il nostro amico non avrà bisogno del suo cavallo per un paio d’ora.. e saremo parecchio lontani per quell’ora. Tieni.” disse, passandole le redini di un cavallo bianco, legato vicino al suo.
“Come fai a sapere che si tratta del suo cavallo?”
“L’ho visto arrivare. Il suo amico a quattro zampe sarà contento di portare un peso più leggero sul dorso, penso.”
“Di sicuro. Credevo non ti piacessero i ladri.”
“Alle volte non mi piaccio nemmeno io.. Seguimi.”
“Sono proprio dietro di te” disse lei, montando in sella con un balzo.

 

Note:

-Il titolo di questa storia è tratto dalla canzone di T. Keith “Bullets in the gun”;
– Mi piacerebbe scrivere un continuo,ma non posso promettere nulla per problemi di tempo..

 

 

(You can read the English version of this post here)

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Cards on the table and bullets in the gun, English, Storie

Cards on the table,bullets in the gun

He was sitting there,without looking nowhere in particular.
His silver,shiny colt was leaning by his left side.
It was a hot,sunny day of summer,or, at least, he thought it was summer. It could be summer by the terrible heat which ate your face and hurt your eyes, but, after all, every single day for him was just the same as if he was living the same 24 hours over and over again, since when he had made up his mind to run away from that mouse trap that was his born city. He remembered the day he had left with a grin of satisfaction and a bitter taste of victory. He had run for miles and miles,stolen a horse and given a last glance to the old city clock, which,in that very moment, was striking five.
Now he was there,somewhere,everywhere, covered in dust and sweat, a drink in his hand where the ice was melting slowly,remembering him that the sun,outside, was hotter than the women he used to occasionally take to dinner.
He was,ironically, what would be defined a cowboy.
And also a homeless,since he had no place to live.
He left as he arrived,disappearing without leaving a single trace of his passage in these or that ‘spit’ of a town,as he defined them.
He rode for a day or two without a break and his whole body was aching.
He looked in front of him: the girl was still standing there.
She had been watching him since the moment he arrived and he had to fight with himself more than once not to give in the temptation of show his interest in her.
He stand up,leaving his whiskey on the table and approached the jukebox,where he checked the song list, inserted a quarter and pushed the button. Then, he came back to his chair.
The girl had started dancing, winking to the costumers and showing proudly her beads decorated bra and her short skirt. Her skin was tanned and in her hair there was something which recalled him a strawberry blond waitress he met years before. She came closer and closer as he grew cold, trying to play it cool and nice.
“You look pretty nice,cowboy” she whispered in his ear.
“You too look good ” he answered, with a sour grin on the curve of his lips.
“And you also have a good taste in music..this is my favorite song,you know?”
“What a lucky coincidence.”
“Indeed” she grinned back.
He recognized trouble when he was seeing it, and he knew for sure that girl was a high danger level,served on a silver plate.
“You should be dancing for the costumers. Otherwise they’ll get pretty mad.”
“And you should be drinking your corn-juice on the rocks,babe,but you don’t look interested in it anymore. Moreover,there are plenty of dancers tonight.”
“Uh-uh”
He pressed his hat on his head again,hiding his eyes in the shadow.
She sat on the table.
“What have we got here? A gun?”
“You’d better not touch it,if you mind keeping your hand exactly in the position where it is now. If you make a move, I’ll consider it as your last wish.”
“Such a big,strong man who’s picking on such a delicate girl?” she laughed at him “Please,try to be serious. Now,if you bother to listen to my request,I’d be more than happy to explain my point of view to you,Mr.. What’s your name?”
“Who asks for it?”
“Jane. And that’s enough for you to know.”
“My name’s Riley. Ask no more questions,lady.”
“Fair for me. As if I cared. See, I noticed you from the first moment you stepped inside. You seem to be someone with a little bit of a brain still not spoiled by alcohol.”
“Should that be a compliment?”
“A big one” she winked “I saw your horse over there. Strong animal. Surely it is clever.”
“The point being?”
“I need to get away from here”
“Babe,I don’t think you understand the situation. Listen I’ll explain it to you very slowly so that you can understand the point I’m trying to make without any effort: I’m a stranger to you, I have a gun. You come here and ask me to take you away. You enjoy playing with fire.”
“And so?”
“I’m not going to play your game,lady. Find another fool to chase. I pay my bill and leave and I’ll do it right now. And,here’s the best part, you are not coming with me.”
“Why not? I am the one who’s risking her life,not you. You are the tough one here.”
“I simply don’t have a reason to take you with me,that’s all. Be gone,now. Go back dancing or stealing other chuckleheads’ wallet..by the way,that would be mine.” said he,taking her wrist in his hand and taking his wallet from her agile fingers. “I don’t like thieves.”
She looked at him, there was fire in her eyes. It burned for a couple of seconds before she started grinning again “Looks like the horse is not the only clever beast ‘round here,uh? You’re such a weirdo,you know that,don’t you?”
“I haven’t been hearing that word for years,young lady.”
“Who are you? My daddy? Now,leave. I’ll find someone else. Someone better,maybe.”
“Do whatever you want” said he,shrugging.
He pressed his hat again on his head and checked the wallet. She hadn’t had the time to steal anything from it. He turned around and made his way to the counter. He was about to ask for the bill and,maybe, an other whiskey when a little cry behind his back made him quickly turn back to see what was happening behind him. A big man,probably bigger than he was, had grabbed Jane’s arm with his hand. The girl was struggling against him,trying to push the stranger away,but it was no use. The music had stopped and now everyone was looking at them. A sort of uncontrolled flame of anger seemed to possess ,for a moment, Riley’s belly and brains. He didn’t even dare to move, not to betray his feeling, then he heard him:
“Why don’t you wanna give me what you were gonna give to that bugger,uh,hon’? I’m sure we’d have some fun together,sweetie.”
Something deep inside of him jumped out and,without even thinking of what he was doing or saying, he screamed, in the middle of the saloon “Hey,you! Yeah,you big guy. What’s your problem with the lady,uh?”
The man didn’t even turn his way.
“Hey,looks like your new friend is an aspirant suicide,gal.”
Jane protested as his hand squeezed her little, pale arm tighter.
“Hey,scalawag. I am talking to you. Let the damsel go.”
This time the giant stranger looked at him right in his eyes before answering “Otherwise?”
“You’ll see.”
“I don’t care a continental about your pretty face. Smash it would be such a great pleasure..maybe it will be as great as the pleasure of staying with this nice chick.”
“Last chance to do what I say.”
“You’d better do what he says” muttered Jane to her abuser.
“And you’d better hobble your lip!” said him,angrily, pushing her to the ground with a thud. Jane stood on the floor,without moving.
Riley’s hand flew over his colt, automatically. Then he stopped thinking: the man could have been unarmed. He caught an empty bottle from the counter.
“Do you enjoy playing on the gallery,uh? Let’s see how good you are on bulldozing someone of your size.”
“It will be my pleasure,yellow belly.”
Riley jumped,agile as a panther, and they were almost immediately face to face. He tried to avoid every fist of the stranger as quick as he could: if the guy was stronger, he surely was faster. The first shot missed his head of an inch,while the second caught him in his stomach. He fell, still holding the empty bottle in his hand. The giant man was planning to hit him again,but he managed to roll under a wooden table and dodge the strike addressed to his head. Leveraging on his back he succeeded in getting on his feet again. With a rapid,sharp move he hit the man right in his bald head with the bottom of bottle, catching him unprepared. He roared, looked at him and then, with his head made red by the blood that was spilling out the wound,fell on the ground,unconscious.
Panting, he left the rest of the bottle to fall to the floor, collected his hat and went towards the girl who hadn’t moved of an inch.
“Jane? Are you all right?”
“You defended me” whispered her.
Her voice was very low,but firm and she had opened her blue eyes a little.
“I did. Can you walk?”
“Yes,I’m fine,thanks to you,cowboy.”
“Come,we’re leaving the place.”
“Wait a minute,wait a minute. We?”
“Yeah. You wanted to leave this place,right?”
“Yeah,you can bet that I want leave.”
“Then, come with me.”
“I thought you were a sort of lone ranger,or something along those lines.”
“I’m not saying you’re staying with me forever,but I have no intention to leave you here with this kind of high binders here..”
“That’s all right for me.”
A menacing man with a dirty and rusty beard appeared behind the counter as soon as he heard what was going on
“Hey,where do you think you’re going with my best dancer like that,uhuh? If you really want to have a ride with her, you’ll have to pay.”
“Is that a bluff, or do you mean it for real play?”
“No bluff at all. She’s mine. You came here and when you leave my saloon’s destroyed,my best client’s on the floor,bleeding,because of you..take her away,she’s trouble and I don’t want her, I don’t even care. But I want my dinero,amigo.”
He looked at Jane,puzzled. She shook her head.
“Fine. How much?”
“How about four hundred?”
“You wish. Let’s make two. And consider yourself lucky.”
“I’m not..!” he stopped,his eyes on the cowboy’s hand that was lying on the gun “You can keep your money,filthy cowboy. Now go. And never come back.”
“I won’t, that’s for sure.” said Riley, stepping out of the saloon. Jane followed him outside without a word.
“You knew about the fee right from the start,didn’t you?”
“Well,yes. Who didn’t?”
“I didn’t. How the Sam Hill did you think you could go away,uh?”
“What a silly question! In secret,that’s obvious.”
“Right. I’m way too naive,I suppose” said he wryly, with a grimace “You know how to ride,I guess.”
She nodded.
“Fine. I guess that our sonkey in there doesn’t need his horse for a couple of hours..and we’ll be far from here by then. Here.” said he, passing her the reins of a white horse, tied next to his.
“How do you know it’s his horse?”
“I saw him coming. His fellow will be happy to carry a lighter weight on his back, I think.”
“Yeah,sure. I thought you didn’t like thieves.”
“Sometimes I don’t like myself either..Follow me.”
“I’ll be right behind you” she said,jumping on the saddle.

 

 

 

Notes:

-the title of this story is taken from T. Keith’s song “Bullets in the gun”;
-I’d like to write a second episode,but I can’t promise anything for reasons of time;
-I hope there are not too many grammar/vocabulary mistakes.. if there are some mistakes that need to be corrected,please tell me 🙂
– You can find all the ‘western lingo’ I used here : Legends of America
– I’ll soon post a translation of this text in Italian 🙂

.. I hope you like it 😀

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