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Leggete

Leggete. Leggete anche se non capite. Anzi leggete soprattutto quando non capite,che la vita andando vi spiegherà ogni passo. Leggete e ricordate. Cercate d’avere buona memoria, la lezione non sarà ripetuta due volte. Imparate. Assorbete. Apprendete. Sempre. Solo così avrete vissuto e potrete dire di avere il mondo nel palmo di una mano. Siate curiosi. Mettetevi in gioco. Osate essere felici. Non nascondevi. Mostratevi. Sorridete. Ponetevi domande quando dovete, fermate i pensieri quando necessario. Leggete. Leggete le domande che altri si sono posti prima. Cercate di capire le risposte che sono state date. Analizzate i punti di vista. E vivrete non una, ma dieci, cento, mille milioni di vite. Chiedete. Apprendete l’arte dell’attesa. Lasciate che il tempo faccia penetrare la lettura sotto la pelle, nelle vene, nella memoria, nel cuore.
Tutto. Ma vi prego, leggete.

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In prosa, Life, Pensieri sparsi, Sensations&Thinkings, Uhm..

La mia dimensione

Rendersi conto di quanto prima di te si parlava senza avere nulla da dire e di quante poche parole vengano fuori ora che il mondo mi è scoppiato nel cuore, di quanto si cerchi di tenere dentro queste piccole perle di ricordi, lavorate, incise, lucide e perfette lacrime di luna piena che si tengono nascoste da quella gente che non capisce e parla troppo, pur non sapendo nulla e si riempe di fumo la bocca affilando le candide zanne venefiche, che brama il sangue sciolto, che sibila in un sussurro al quale siamo diventati sordi.

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In prosa

Lascialo andare

Lascialo andare.
È solo uno sciocco pensiero. Uno di quei patetici sbuffi di fumo cinerei dell’anima che servono solo a far male e che si creano nella notte degli incubi da piume di civetta e cantilene invisibili di gufi.
Esce in un soffio nella mattina gelata tra labbra leggermente dischiuse, con in gola parole non dette, e da occhi gonfi e carichi ancora di tutto ciò che poteva essere.
Una mano si allunga a fare cenno all’autobus, alla realtà di un cielo plumbeo e silente.
Si va verso ciò che può essere, verso il mutevole, addentrandosi nel tempo dell’oggi.
E di quel pensiero opprimente non vi è che un ricordo già opaco.

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L&L : Lavori vari, Life, Pensieri sparsi, Sensations&Thinkings, Uhm..

Il libro della vita

Alla fine vivere è né più né meno come scrivere un libro. Un enorme manoscritto a trama libera con decine e decine di capitoli; alcuni molto brevi, altri un po’ più sostanziosi.
A volte hai voglia di piantarla lì, non trovi l’ispirazione e ti chiedi cosa stai facendo. Scrivi una parola, poi un’altra e un’altra ancora. E tutte ti sembrano pesanti come macigni. Vacilli, non sei convinto nemmeno tu, non sai come continuare.
Poi rileggi.
E prendi la parola giusta. Ti rimetti in carreggiata.
E la successiva, magari sussurrata da un amico, magari saltata fuori da un discorso, da un pensiero, da un giorno come un altro..e sì,sì ora ha un senso. È perfettamente chiaro. Ti lanci in una spirale narrativa mozzafiato dalla quale non puoi più scioglierti..e scrivi, scrivi con passione ed entusiasmo.
Coloro ai quali sarà concesso leggere parte di questo libro e faranno parte dell’ altra non sempre capiranno. Ognuno fará la sua critica, ognuno la sua recensione. Alcuni saranno entusiasti e ci incoraggeranno. Altri non lo faranno e muoveranno critiche su critiche. Teniamo quelle costruttive da parte è proseguiamo.
Non ci è permesso fermarci.

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Ci saranno i momenti di pausa o di sconforto, ma saranno quelli a portare le gioie inattese, come il più bel regalo.
È per questo che, in fondo, si vive. Per vedere come continua la storia… e gli sviluppi, i “plot twist”, per così dire, sono infiniti.
Nulla è già stato scritto.
La pagina bianca ci aspetta e solo noi possiamo decidere come riempirla.  Non esiste l’editing, ma solo una bella copia. Non ci è concesso eliminare i passi che non ci piacciono, ma ci è consentito scriverne altri che rivedano i primi.
Facciamo dunque in modo che la rilettura ci sia piacevole e senza rimpianti al momento di scrivere la parola fine.

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