Uncategorized

La popolana ed il Re

Se son ospite sgradita,
o signore, me ne spiaccio,
la presenza poco lieta,
tolgo subito d’impaccio.

Ma cosa, mia signora,
se chieder mi è concesso,
di voi ha fatto scura
l’espressione che portate or appresso?

Silenzi poco chiari,
e pensieri troppo scuri,signor mio,
sono cose assai amare,
che mi accompagnan nell’oblio.

Lasci andar ora,
che la pace qui dimora,
sia sera di allegria,
a gustar la buona compagnia.

Ne parlate come il vino,
e, come in esso,vostra conoscenza non ne falta,
ma con cuore poco indovino
e carente di costanza.
Non indugio,non rimando,
non farò alcuno mistero
sul perchè porto disadorno
sul mio viso un velo nero.
Ordunque,sarò breve,
poichè Sorte il tempo dosa
se di parlarvi mi concede,
sarà per lei assai poca cosa.
Piango cento lacrime d’argento
ogni sera dal mattino
al tarde,al tramonto
per colui che quì lasciò
casa,famiglia,nome e reputazione,
e qui mi abbandonò,
a piangere su tomba vuota,per punizione.

Punire lei,signora mia?
Chi mai potrebbe far dolere
di una donna tanto buona e pia
tanto buon cuore flebile?

Ah! Come pensavo,caro signore,
a voi la comprensione risulta impossibile,
quando non capace di leggere col cuore,
tentate di leggere con la mente intrattabile,
che i sentimenti offusca e schiaccia.
Egli partì, fortuna cercando,
ma l’animo si consuma,
e finì arrancando,
povero uomo mio,
sul ciglio di una via
a sospirar l’addio
che mai ricevette la donna sua!
Sebbene egli raggiunse il suo scopo,
a nulla servì,
per ciò che accadde dopo,
cosa il mio cuore non patì!
Ei trovò il denaro,
ma quando si rese conto del prezzo
gli risultò troppo amaro.
Era così lontano da casa,
quell’uomo tanto buono,
ancor l’anima mi pesa,
quando sento il suono
di quel piccolo organetto
,che tengo nel salone,
di quel suo diletto
che suonava con passione.
poi, destino funesto, ci incontrammo,
bruciammo di passione,
semplici ed ingenui nell’inganno
di un amore che non doveva conoscere alcun dolore.

Scusate se insisto,signora,
ma io proprio non capisco!

Oh,uomo di grandi fondi
e di picciol cuore,
di fatti giocondi
è fatto il vostro sapere!
Incapace di amor comprendere,
gioia di trovare,
se non, come voi date a intendere,
in feste,balli e gare!
L’uomo mio morì povero e solo
e non senza affanno,
il suo ricordo mi è dolo.
Mi lasciò i suoi denari
cui voi, nobili sol di nome,
avete tanto cari
come il cane il suo padrone.
Ma, per ritornar discreti,
cosa richiesta in società,
passiamo a fatti più concreti,
a qualche altra vanità!

Certo che,o mia signora,
siete assai strana ed intricata,
già a questa breve ora,
parlate di maniera ricercata.
Il vostro dolor di intendere non sarò mai capace,
di dica,ora, di cosa parlare più le piace.

Non da pace al cuore mio
questa timida notizia
che di vincer mia amicizia
il suo cuor ha sfarfallio.

Cosa odo!
Non sono certo manier queste
di una donna tutta a modo!
E se anche queste voci fosser vere,
cos’ accadrebbe,se posso sapere?

Nulla che già lei non sappia.
Si compiaccia,se le importa,
ogni cosa è al posto suo
me ne vado dalla porta
e le lascio quest’addio.
Con un’inchino io mi avvio,
fuor da bastioni,
libera da catene,
mi ritraggo
ché suo amor è fiele e inganno.

Continuo a creder di non capirla,
ché non tento di ingannarla.
Ma lei pensi, onori e pregi,
dove può trovar migliori fregi?
Sarà di tutte la pietra più bella
dal cielo,discesa stella
una gemma sulla corona,
finché beltà regnerà sovrana.

Tenga per sè i suoi denari,
ché per lor non ho interesse,
portan solo segni chiari,
brillan molto, com’astro celeste,
ma amor non san comprare,
sol dolori e grandi resse.
Il suo cuor è magro e vile,
misero,gretto e materiale.
Se ne stia,non si affretti,
vado via, per non tornare,
coi suoi soldi non mi compra
E il mio amor non fa tornare.

{a volte dalla noia, nascono anche queste cose…
I soldi non sono tutto,anche se costituiscono,al giorno d’oggi un mezzo necessario alla sopravvivenza, e chi li osserva come unico bene,non avrà altro che un grande vuoto,mentre chi riesce ad amare in maniera pura e sincera,avrà qualcosa per tutta l’eternità. La popolana ha imparato questo dalla perdita del suo amore,che sebbene le abbia lasciato una grande fortuna accumulata negli anni,non ha mai fatto ritorno al focolare dove lei l’aspettava. Il Re.abituato ai soldi,si scontra con una realtà che non potrà mai comprendere.}

 

Annunci
Standard

14 thoughts on “La popolana ed il Re

  1. Poesia con morale, allegra e scanzonata, quasi in rima ma molto musicale nella lettura.
    I soldi non fanno la felicità, dice un detto, ma di certo aiutano molto.

  2. Devo dire che mi sembrato di leggere Shakesperare in italiano. Complimenti o donzelletta, le porgo i miei più sentiti omaggi e le mie felicitazioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...