Burnt, Storie, Storie a puntate

Burnt: capitolo 2 – Primi passi

William Crane era un uomo che ben si sarebbe adattato alla tipica definizione di normale. Era di corporatura e di altezza media senza nessun segno particolare. Capelli castani ed occhi color nocciola,un po’ di barba incolta.
Era seduto nella sala degli interrogatori,lo sguardo fisso sullo specchio unidirezionale che aveva davanti a sé,le mani giunte,i gomiti sul freddo tavolo d’acciaio. Di tanto in tanto faceva girare i pollici,ma si calmava quasi subito.
Dall’altra parte di quello specchio, Drake lo guardava senza mai staccargli gli occhi di dosso,mentre Rebecca rileggeva il file che riguardava la sua insanità mentale per l’ennesima volta.
“Ammettilo” disse il detective,rivolgendosi alla giovane psichiatra “lo stai facendo solo per farmela pagare.”
“Come scusa?” chiese la donna,alzando il naso dal plico di fogli e guardandolo al di sopra dei piccoli occhialetti quadrati. Si spostò i lunghi capelli ramati dal viso con un gesto secco della mano.
“Mi stai facendo perdere tempo prezioso,solo per quello che è successo l’altra sera,non è così?” chiese Drake,voltandosi a guardarla.
“Drake..non essere assurdo.” disse lei “Il mondo non gira sempre intorno a te,lo sai? Voglio studiarmi bene il caso.”
“Cosa potrai mai capire da un fascicoletto..”
“Molto più di quanto potrei capire parlando con te. Credo,comunque, di averlo inquadrato.”
“Grandioso. Io l’ho inquadrato da circa un’ora. Ora andiamo.”
“Fermo,fermo,fermo. Aspetta. Lascia parlare me là dentro.”
Drake la guardò di traverso.
“Come prego?”
“Mi hai sentita. è un individuo instabile.”
“Perchè diavolo pensate che tutti che io sia una belva feroce? Me lo volete spiegare? So anche essere un essere civile!”
“Non sei affatto paziente,Drake. Prendi fuoco in un nanosecondo.”
“Mi prendi per i fondelli,Reb?”
“Certo che no.  Cuciti la bocca.” disse lei,prendendo la via  della porta ed entrando nella sala interrogatori. Drake la seguì a ruota,borbottando parole incomprensibili.
Quando entrarono, William scattò in piedi.
“Si sieda pure, signor Crane.” disse Rebecca,facendo un lieve gesto con la mano e sedendosi anche lei. Drake rimase in piedi accanto alla porta.
“Lui non si siede?” chiese allora l’uomo,indicando il detective che lo fissava cupo dall’altra parte della sala.
Rebecca fulminò Drake con lo sguardo per poi tornare a rivolgersi al sospettato che si torceva nervosamente le mani “Si siederà anche lui,non si preoccupi. Io mi chiamo Rebecca Johnson e quell’uomo laggiù è il detective Drake Freeman,della omicidi.”
“Siete incaricati di indagare su mia sorella?”
Rebecca annuì. “Signor Crane so che per lei non deve essere facile parlare dell’argomento,ma..”
Drake si avvicinò al tavolo e si sedette di fronte a William che lo guardò con occhi mesti.
“Signor Crane” intervenne l’uomo, gli occhi di Rebecca che lanciavano scintille da ogni angolo “lei voleva bene a sua sorella,suppongo.”
William annuì con brevi movimenti del capo.
“Perfetto. Se è davvero così, ha il dovere di dirci tutto ciò che sa riguardo al suo assassinio. Non avrà molte altre occasioni di rivelarci ciò che sa. La sua chance è qui e ora.”
L’uomo iniziò a girarsi le mani più velocemente e piccole gocce di sudore gli imperlavano la fronte, mentre rispondeva di nuovo positivamente,stavolta più per sé stesso che per il detective.
Freeman tirò fuori alcune fotografie dalla tasca interna della giacca e le posò sul tavolo, disponendole in modo che fossero tutte ben visibili. Ritraevano il corpo senza vita della giovane così come era stato ritrovato,con alcuni ingrandimenti delle ferite e del volto. Grandi lacrime inondarono gli occhi di William che tentò di scacciarle con il dorso della mano.
Il tono di voce dell’agente si fece leggermente più morbido “Queste sono state scattate circa quattro ore fa. Lei sostiene di aver sollevato la coperta,averla trovata così e di aver chiamato il 911. è esatto?”
Crane annuì di nuovo. Le guance erano rigate dalle lacrime.
“Cos’è successo prima? Da quando si è alzato questa mattina al ritrovamento del corpo”
L’uomo deglutì.
“Mi sono svegliato..come tutte le mattine..” si asciugò le lacrime ” saranno state lei sei,credo. Iris era appena rientrata. Mi ha detto che era stanca e che andava subito a letto. Ho preso le mie medicine ed ho iniziato a sistemare la casa. Sono uscito all’una e un quarto per andare al lavoro”
“Dove lavora?”
“Al supermercato dietro l’angolo.”
“Quanto tempo ci vuole a raggiungere il supermercato da casa sua,signor Crane?”
“Cinque,dieci minuti al massimo.”
“Prosegua”
“Sono rientrato verso le sette. Quando l’ho vista sul letto io..io non credevo che lei fosse..” si dovette di nuovo fermare.
Rebecca intervenne “Si prenda una pausa,signor Crane, faccia un respiro profondo. Non c’è fretta.”
William la guardò come se stesse cercando un appiglio morale e prese un profondo respiro,tentando di calmarsi. Le mani gli tremavano in maniera incontrollabile.
“Lo so che pensate che l’abbia uccisa io,ma non è vero. Sono innocente. Non avrei mai potuto farle del male. Mai.”
“Sua sorella usciva con qualcuno? Qualche amico,conoscente.. Aveva programmi per oggi?”
“Non che io sappia. C’era però qualcuno con cui usciva. Scommetto..scommetto che è stato lui. Dev’essere stato lui ad ucciderla. Lui non la amava,non le voleva bene. La stava facendo soffrire… l’aveva fatta allontanare da me.” nel tono di voce dell’uomo comparve una nota di rabbia e strinse forte i pugni.
“Chi?”
William sembrò non sentire la domanda di Drake “Solo perchè era una persona importante credeva di poter disporre di tutto e tutti a suo piacimento. Ha riempito la tesa di mia sorella di frottole,di sogni,di promesse. Poi l’ha abbandonata,come una bambola vecchia. L’ha fatta piangere tanto. Ha sempre mentito..lei non mi credeva… l’aveva corrotta,quel maledetto. Le aveva detto tante e tali cattiverie che lei mi temeva,mi evitava. Poi,tornò a casa..era tutto finito. Piangeva. Soffriva…” gli occhi dell’uomo erano spenti,la voce si era fatta più flebile,quasi come se stesse parlando con sé stesso e non con le persone che aveva davanti.
“Lei ha voluto mettere fine alle sue sofferenze,signor Crane?”
“NO! No.. come..come può pensare una cosa del genere? Non avrei mai potuto uccidere mia sorella.”
“Con chi si vedeva Iris?”
William tacque,guardandosi le mani. Drake guardò Rebecca con aria interrogativa e la psichiatra gli indicò la porta. Si alzarono,lasciando solo il sospettato.
“Beh?” chiese Drake una volta usciti.
“è in uno stato di rifiuto. Non penso che riuscirai a tirargli fuori nient’altro, per ora.”
“Magnifico. Davvero magnifico. Possiamo trattenerlo per sole 48 ore..”
“Cerca anche un po’ di capire. Ha appena perso la sorella,Drake. è in uno stato di profonda crisi.”
“Tu pensala un po’ come vuoi,ma per ora, malato o sano che sia,tutte le tracce portano a lui.”
“Non hai niente per dimostrare la sua colpevolezza.”
“Ma neanche per provare la sua innocenza.”
“Dal suo modo di reagire,sembrava dire la verità.”
“Tutti gli assassini sembrano dire la verità,Reb. Se ogni omicida che interrogo mi dicesse ‘Sì,sono stato io’ subito appena entra,senza neanche provare ad inventarsi una balla, sarei in vacanza cinque giorni su sette.”
Rebecca si mise una mano sul fianco e lo guardò con aria di rimprovero.
“Senti,non guardarmi così. Parte di questo malumore  è anche colpa tua.”
“Bravo,scarica la colpa sulla psichiatra indifesa.”
“Reb,tu sei tutto,credimi,tranne che indifesa. Potevi almeno rispondere al cellulare.”
“Magari non mi andava di risponderti. Non corro ad ogni schiocco di dita,specie dopo il modo in cui ti sei comportato.”
“Come mi sarei dovuto comportare?”
“Non so..come un uomo adulto,forse?”
Drake sollevò le mani in aria in segno di resa e si avviò verso il suo ufficio.
“Cosa fai? Lo lasci lì in sala interrogatori da solo?”
“Chiama Carl,visto che sei tanto preoccupata..lo farà rilasciare,per il momento. Io vado da David,non sia mai che abbia qualche importante novità sul cadavere.”

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3 thoughts on “Burnt: capitolo 2 – Primi passi

  1. Tutto splendido, ritmo incalzante questo acceso battibecco tra Rebecca e Drake da mozzar il fiato ciò che non rende giustizia a questo bel racconto sono quei piccoli refusi sparsi per il testo, ricontrolla ma per il resto è tutto stupendo. Brava, non deludi mai le aspettative.

  2. Sì, mi sembra un buon inizio realistico e intrigante. Due anime a confronto Rebecca e Drake che cercano di estrarre dal sospettato la verità usando due grimaldelli differenti.
    Dialoghi eccellenti e buon ritmo narrativo.
    Lo stile mi pare incoraggiante per il tipo di racconto (a perte un piccolo refuso un «tesa» anziché «tetsta»).
    Aspetto di legger ela prosecuzione.

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