Burnt, Storie, Storie a puntate

Burnt: capitolo 1- Police line do not cross

Quando Drake arrivò sul posto erano le undici di sera passate e la tredicesima strada brulicava di agenti indaffarati.
Mostrò il distintivo e si fece largo tra la moltitudine di giubbotti neri che recavano la scritta “POLICE” per raggiungere il cuore palpitante di quel brulichio, laddove i poliziotti si diradavano ed entrava in campo la omicidi.
Venne indirizzato verso la camera da letto che,dalle prime analisi,risultava essere stata la scena del crimine.
Si massaggiò le tempie: non riusciva a sopportare la troppa confusione. Si segnò mentalmente di tirare le orecchie al suo assistente,Carl Kayton, per aver permesso alla polizia di infilare il naso ovunque.
Il patologo,David Seymur,si trovava poco lontano dal corpo e stava già annotando i primi dati riguardanti il decesso.
Passò oltre ed osservò il letto dove giaceva la vittima. Si trattava di una donna caucasica,non doveva avere più di una ventina d’anni. Era sdraiata sul fianco destro,le gambe erano rannicchiate in posizione fetale,ma il braccio destro era disteso verso l’alto,sotto il cranio,mentre il sinistro era piegato e la mano ricadeva sul ventre dove si intravedeva una grande macchia di sangue rappreso. Gli occhi erano chiusi ed i lunghi capelli biondi le ricadevano morbidamente sul volto,mentre una coperta,che evidentemente era stata spostata,giaceva abbandonata nell’incavo delle gambe. Sembrava dormisse.
Guardò la stanza dove si trovava. Era abbastanza ampia,con un armadio spazioso da un lato ed il grande letto che occupava la parte centrale. Sul pavimento vi erano numerose tracce di sangue.
Si avvicinò a Seymur e gli toccò piano la spalla. Il medico si voltò verso di lui.
“David.”
“Drake. Ce ne hai messo di tempo.”
L’uomo si limitò ad alzare le spalle ed ad accennare al corpo con un lieve cenno del capo “Cosa mi sai dire di lei?”
“Iris Crane. Ventidue anni. La causa del decesso è stata la ferita inflittale all’addome..è morta dissanguata,ferita a morte con un coltellaccio da cucina. L’ora del decesso risale all’incirca alle tre del pomeriggio,dev’essere morta in circa una trentina di minuti.” Drake sollevò un sopracciglio “Il fratello della vittima dice di non essersene accorto prima delle dieci di sera. Pensava stesse dormendo. Era avvolta in quella coperta.” disse, indicando con la biro nera che aveva in mano il tessuto accanto al cadavere.
“Il cadavere è stato spostato?”
Il medico legale annuì e tornò ad indicare gli angoli della stanza. “Quella macchia di sangue sul muro lascia intendere che quello sia stato il punto dove la vittima è stata accoltellata con più ferocia. Sul letto ci sono troppe poche tracce. Perchè è sul quel letto e non sul pavimento è tuo dovere scoprirlo. Ora la portiamo in obitorio per ulteriori analisi. Ti saprò presto dire se c’è stato qualcos’altro. Vuoi darle tu un’occhiata prima di procedere?”
Drake fece un breve cenno con il capo e si congedò da David,ritornando al centro della camera ed inginocchiandosi di fronte al cadavere. Il suo cervello era rallentato quella sera..colpa della sera precedente,senza dubbio. Rebecca lo aveva piantato in asso a metà serata e si era ritrovato a girovagare per le vie senza uno scopo fino alle prime luci dell’alba. Aveva deciso di andare direttamente alla centrale ed aveva staccato alle nove. Rebecca non aveva risposto neanche ad una delle sue innumerevoli telefonate. Proprio mentre stava per addormentarsi la telefonata di Carl l’aveva colpito come un proiettile in fronte.
Esaminò le dita affusolate della ragazza. Erano graffiate e sanguinanti. Il viso presentava diverse abrasioni ed una ferita lineare spiccava sulla tempia destra. Aveva reagito,quello era sicuro. Non indossava nessun indumento particolare,probabilmente non doveva uscire. A giudicare dalla maglietta (una vecchia T-Shirt scolorita) non doveva nemmeno aspettare ospiti per quel pomeriggio.. me era solo una supposizione affrettata.
La mano destra era sporca di sangue,mentre la sinistra era relativamente pulita. Sul fianco sinistro vi era una profonda ferita, Drake calcolò circa una decina di centimetri di lunghezza. Sulle braccia vi erano altri tagli che,con tutta probabilità,erano stati inflitti dalla stessa lama.
Il detective della omicidi si alzò,passandosi le mani tra i capelli corvini. Lo aspettava una notte piuttosto lunga.
Si diresse verso Carl che,nel frattempo,era comparso sulla soglia della camera.
“Ciao,Drake.”
“Ciao,Carl”lo salutò “cosa ti avevo detto riguardo all’interferenza della polizia?”
L’uomo provò a balbettare qualcosa,ma Drake lo zittì subito con un cenno secco della mano “Lascia stare,adesso. Voglio che tu li faccia sparire,tutti quanti. Qui dentro ci voglio solo ed esclusivamente la nostra squadra,chiaro?”
“Sissignore” disse l’altro.
“Molto bene. Ora cos’hai da dirmi?”
“Laggiù vi è il fratello della vittima, William Crane. Lui e la sorella vivevano assieme. Sostiene di non essere stato lui a spostare il corpo,ma ha ammesso di aver rimosso la coperta. Non appena ha scoperto che era morta ha chiamato il 911. Non fa altro che ripeterlo in continuazione. è in uno stato di shock,al momento.”
“Per ora è il maggiore sospettato. Non appena si riprende,portatelo in centrale per l’interrogatorio e..”
“Drake..conosco i tuoi metodi. Sono estremamente efficaci,ma non esattamente..diplomatici. Molto da film poliziesco,ecco. Con questo dovrai andarci più piano del solito.”
“Cosa intendi dire,Carl?” nel tono di Drake si insinuò una nota di nervosismo che l’uomo conosceva bene e che,di solito,non prometteva nulla di nuovo.
“Crane soffre di una strana forma di disturbo mentale. Sarebbe consigliato l’appoggio di un esperto per questo sospettato..”
“Pensi che sia un tale animale?”
“Non ho detto questo. Comunque, la signorina Johnson è già stata chiamata.”
“Rebecca?”
“Da quando siete così intimi?”
“Lascia stare. Perchè ci stiamo affidando ad una psichiatra?”
“Perchè il capo ha deciso così,ecco perchè. Adesso,se vuoi gli altri dati..”
Drake fece una smorfia e cercò istintivamente il pacchetto di sigarette nella tasca destra del giubbotto,senza successo. Si ricordò che, sotto pressione del medico, ne aveva drasticamente ridotto il consumo. Carl lo guardava in silenzio.
“E va bene. Spara.” si decise a dirgli Drake.
“La vittima lavorava in un nightclub. Si chiama “Stella d’Oriente” e si trova ad una ventina di isolati da qui. è gestito da un certo..” guardò i fogli che aveva in mano “Gregory F. Knight. La donna lavorava lì come cantante,a quanto pare.”
“Aveva un fidanzato? Era in una relazione?”
Carl scrollò la testa “Non lo sappiamo ancora. Finchè il fratello non si riprende,non otterremo nessun dato utile. In casa non ci sono foto che testimonino alcuna relazione stabile,comunque.”
“Questo non significa niente. Fate analizzare ogni singolo oggetto nella stanza. Voglio tutto ciò che potete fornirmi su questa ragazza. Vedrò cosa posso tirar fuori dal fratello”
Carl gli scoccò un’occhiataccia
“Ovviamente” aggiunse Drake,sollevando gli occhi al cielo “solo con il consenso della mia signora padrona.”

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4 thoughts on “Burnt: capitolo 1- Police line do not cross

  1. Chissà come si evolve la vicenda, i personaggi si muovono bene e vengono tratteggiati bene, l’inizio promette bene. Chissà chi avrà ucciso Stella D’Oriente.

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