Haunted, Storie a puntate

Haunted: capitolo 9 – La verità

Ad interrompere il silenzio che si era venuto a creare fu Agatha che prese una seggiola ed invitò Jack a fare altrettanto. Jack le lanciò un’occhiataccia. Non poteva credere che quella donna fosse tanto insensibile e gelida da sedersi comodamente in una situazione del genere. Eppure..
Agatha gli scoccò un’occhiata molto eloquente e lui si decise a sedersi. Erano di fronte a Kate che piangeva ancora, gli occhi arrossati e le guance lucide di lacrime.
Jack dovette sforzarsi dall’alzarsi ed abbracciarla. Sembrava così fragile ed indifesa!
Trasse un profondo respiro e la guardò di nuovo. Provava pena per quella povera donna. Sì,perché quella,al momento,non era sua moglie,ma Jade.
Finalmente riuscì a rassegnarsi all’idea di avere di fronte una persona diversa,sebbene apparisse non dissimile a Kate.
Agatha prese la parola,stracciando il suo ciclo di pensieri.
“Jade” disse,con voce estremamente calma. Che ci fosse passata altre volte? si chiese Jack,in silenzio. La donna proseguì “Jade,ascoltami. Dicci cosa accadde. Dopo..dopo sarai libera di fare quello che vuoi.”
Quella frase le fece guadagnare un’altra gelida occhiata da parte di Jack. Francamente della sorte di quello spirito gli interessava in maniera relativa..lei era morta. Non poteva subire alcuna conseguenza,ma di chi erano le impronte? Di chi era il corpo? Chi è che avrebbe commesso materialmente l’omicidio? Kate,ecco chi. E sua moglie non era un’assassina. Non avrebbe permesso che lo diventasse,neanche sotto l’influenza di un fantasma. Tuttavia,tacque ed ascoltò.
“Ho tutte le ragioni” disse Jade “per voler questo porco schifoso trenta metri sotto terra. Lui..lui..”
“è stato lui ad ucciderti,Jade? E a nasconderti?” chiese Agatha. Il suo tono di voce era quello che si usa per parlare con i bambini,quando le loro riposte vanno un po’ indovinate ed un po’ interpretate.
Con sorpresa di tutti nella stanza, Kate scosse la testa in senso di diniego. Ma..se non era stato Gallaway,chi era stato?
“Lui è la ragione per cui sono morta,questo è certo.”
“Spiegati meglio..”
“Questo..quest’essere” disse con disprezzo,guardando Gallaway,che era ancora in uno stato di semi-incoscienza, “lui..venne qui,a presentarsi come il ‘nuovo adorabile vicino’. Di certo non cercando amicizia..almeno non da me. Provò ad allungare le mani un paio di volte,ma gli diedi dei tagli e,per qualche tempo,non si fece più vedere. Se arrivava lui in una stanza,a parlare con Victor,io me ne andavo. Lo evitai finché mi fu possibile.” i suoi occhi si spostarono su Victor “provai a dirtelo,Vic,ma tu..”
“Io non fui abbastanza bravo a cogliere i segnali.” concluse lui,la voce gli si stava incrinando.
Kate annuì,mordendosi un labbro e proseguì “Un giorno in cui Victor era al lavoro, lui tornò. Passò dal retro e,quando mi accorsi che era in casa,era troppo tardi.Non potrò mai dimenticare.Stavo lavando i piatti,quando mi afferrò per la vita. Mi divincolai e mi inflisse un colpo con un coltellino. Caddi a terra,proprio là.” disse,indicando con l’indice esile l’angolo della cucina accanto al lavello. “Persi molto sangue. Non si fermò.” porto al grembo le sue mani che ora iniziavano a tremare.
Jack chiuse gli occhi. Gli pareva quasi di poterla vedere,quella poverina, tremante,ferita,che si premeva il fianco sanguinante cercando di tirarsi su,di fuggire alla violenza che stava per esserle inflitta,ma senza successo.. il sangue, pensò, il sangue sotto la piastrella rinvenuto da Victor. Doveva essere il sangue perso da lei,quel giorno. Magari Gallaway l’aveva lavato via,ma non tutto..o magari l’aveva fatto qualcun altro.
Kate singhiozzò di nuovo e Jack aprì gli occhi.
“Quando..” prese un profondo respiro “quando ebbe finito con me,mi intimò di stare zitta. Disse che se avessi raccontato cos’era successo nessuno mi avrebbe creduta,visto che per tutti io ero impazzita e totalmente inaffidabile. Disse anche che se qualcuno mi avesse presa sul serio, lui aveva fabbricato delle prove. Prove che dimostravano,senza ombra di dubbio che il rapporto era stato consensuale. Disse che mio marito avrebbe smesso di amarmi del tutto, che tanto, dopo ciò che successo al nostro bambino,di me non gli importava nulla. Minacciò di dar scandalo,se avessi aperto la bocca. Gli credetti,stupidamente. Lavai la cucina  per eliminare le prove del conflitto e mi fasciai la ferita. Feci in modo di non fartela notare.”
“Jade” la interruppe piano Victor “come hai potuto pensare che te ne volessi per ciò che è successo a Brian,quel giorno? è stato un incidente. Non volevi fargli del male.”
“Ma l’ho ucciso,Victor. Se solo me ne fossi accorta subito..lui..lui è morto davanti a me,capisci?”
“Tesoro..l’autopsia aveva confermato la visione della signora Goodpot. Anche se avesse fatto il contrario,non avrei mai potuto smettere d’amarti. Non ho mai smesso. Se mi avessi detto di ciò che Gallaway ti aveva fatto, ti avrei creduta. Avrei indagato,magari persuaso il commissario ad aprire un caso su di lui.”
Kate continuò a piangere e, per alcuni minuti,non fu in grado di aggiungere nient’altro. Poi sembrò riprendersi e si rivolse direttamente a Jack “Avrebbe fatto lo stesso  con Kate,Jack. Lo so che l’avrebbe fatto. L’ho salvata,non capisci? Lei non doveva..non avrei mai permesso che la storia si ripetesse. Quando vidi cosa voleva fare a tua moglie, in quell’istante mi sono avvicinata a lei,l’ho avvisata,ma..”
“Non sei più riuscita a separarti da Kate,vero Jade?” disse Agatha.
Kate annuì,tenendo lo sguardo su Jack “Forse.. forse neanche ci ho provato davvero,sai? Finalmente avevo l’occasione di vendicarmi. è solo colpa sua se io..se io sono incastrata qui.”
“Ma” disse Agatha “hai detto che non è stato lui ad ucciderti.”
“Infatti. Sono stata io. Volevo solo la pace. Agii d’istinto. Era l’unico modo di sottrarmi all’orrido ricatto di Gallaway. Montai il gancio sul soffitto e vi legai una corda,proprio come ho fatto ora. Usai lo steso sgabello.” tornò a guardare Victor “ti scrissi una lettera dove ti spiegavo tutto. Del ricatto,di Gallaway..ogni cosa. La lasciai sul tavolo.”
“Quando arrivai non c’era nessuna lettera..la cucina era vuota,cara.” disse Victor.
“Lo so” disse lei,le lacrime che ricominciavano a scorrere “Lui” ed indicò Gallaway ” la nascose e tu non la leggesti mai.”
“Ma..”
“Mi suicidai. Lui arrivò in casa,prima di te,amore mio” disse a Victor “Tolse il mio cadavere dalla sua posizione,mise da una parte lo sgabello e rimosse la corda dal gancio. Poi mi nascose dove non mi avresti potuta trovare.. ma si accorse solo all’ultimo della lettera. Quando tutto era fatto e finito. Stavi arrivando e lui aveva fretta.. la portò via,in casa sua. Non potei far nulla. Rimasi intrappolata su questa terra,fino ad oggi.”
Aprì con gentilezza il maglioncino che aveva indosso e ne tirò fuori una lettera giallastra e sbiadita che posò sul tavolo.

 

-LA FINE,NEL PROSSIMO CAPITOLO-

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13 thoughts on “Haunted: capitolo 9 – La verità

  1. Un finale a sorpresa, senza dubbio, ben costruito e ricco di pathos.
    Ma credo che avrai in serbo un’altra sorpresa. Provo a buttarla là. Perché jade è rimasta sulla terra e le motivazioni del corpo.
    Ma aspetto paziente la parola fine.

      • Lo scopo è un po’ quello 😉
        Credo che i racconti migliori siano quelli che suscitano curiosità..che chiedono di essere letti 🙂
        Francamente,non mi aspettavo così tanta curiosità per il finale. Sono piacevolmente sorpresa xD

      • Hai lasciato in sospesodiversi punti tra i quali la morte di Brian, la reazione di Victor e in particolare jack e poi ancora kate, Jade, Agatha. Insomma di curiosità ce ne è e ne avanza.

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