Haunted, Storie a puntate

Haunted: capitolo 7 – Svolte

Quando raggiunsero la villetta,stava iniziando ad albeggiare ed il cielo presentava moltissime sfumature diverse.
La pioggia era cessata così come era iniziata e lunghe ombre iniziavano ad allungarsi sul terreno argilloso.
Entrarono in casa illuminati dai primi raggi del sole.
Jack vide che Kate era in cucina e di sicuro doveva essersi accorta della sua ‘gita notturna’.
“Ciao amore.” la salutò.
“Dove accidenti eri finito?” lo salutò lei,infuriata.
“C’è stata un’emergenza” disse Jack,cercando di  mentire il meno possibile,dato che non era il suo forte.
Lei lo guardò,la tazza di latte in mano ed i capelli scarmigliati. Infine si strinse nelle spalle e si sciolse in un sorriso.
“Va bene..un’emergenza è un’emergenza. Vedi tesoro? Sto mangiando di mia spontanea volontà” lo apostrofò lei, con fare scherzoso.
“Questo mi rallegra. Abbiamo un ospite a colazione. Un vecchio amico che ho incontrato in città”
“Bene,bene..preparo anche per lui,allora.” rispose lei,voltandosi a prendere una tazza in più.
Victor entrò nella cucina,sorridendo.
“Buongiorno,signora Headstone.”
Kate si voltò a guardarlo,gli occhi sbarrati come se non potesse credere a ciò che vedeva in quel momento. La tazza le scivolò di mano,finì nel lavello,sbeccandosi.
“Kate!” intervenne Jack,ma lei non sentiva più nulla ormai.
“Cosa..cosa ci fai LUI qui?” chiese con tono incerto.
“Te l’ho detto, è un..”
“Ah..ah,già” disse lei piano,torcendosi le mani “Sedetevi pure. Sarà tutto pronto in un attimo.”
I due uomini si guardarono e,dopo alcuni istanti di esitazione,si sedettero al tavolo.
La colazione finì in fretta e Kate si ritirò rapida al piano di sopra.
“Devi scusarla.” gli disse Jack, con voce bassa,quasi fosse in imbarazzo per il comportamento della moglie “di solito non fa così. Anzi, è la persona più amichevole di questo mondo..non so cosa le stia prendendo.”
Victor tacque e di sedette in poltrona,osservando la stanza.
“L’avete arredata proprio bene” disse,infine.
“Kate ha fatto tutto. è davvero straordinaria in queste cose…sa abbinare i colori con una facilità che non credevo possibile” rispose Jack,con un mezzo sorriso.
Kate scese le scale vestita di tutto punto.
“Kate,tesoro,dove stai andando?”
“Esco. Mi vedo con Lydia. Buona giornata,amore. Buona giornata anche a lei.” con queste parole,uscì,chiudendosi piano la porta alle spalle.
“Stavo pensando..hai provato a chiamare Agatha?”
“La medium? Perché dovrei chiamarla?”
Victor fece spallucce e lo guardo come a dire ‘mi sembrava la cosa più ovvia’. Evidentemente quell’uomo aveva ceduto anche a credere al paranormale pur di darsi una spiegazione.. Poi ci ripensò: tentare non costava nulla. Si ripromise anche di chiamare un dottore per far visitare Kate. Magari potevano andare da un terapista di coppia,visto che non comunicavano più,e si sarebbe risolto tutto. Dallo specialista in soli due mesi di matrimonio! Doveva essere un record,pensò Jack. Prese il telefono e compose il numero della medium. Al primo squillo rispose una voce giovane e frizzante “Pronto? Sono Agatha Noisette. Chi parla?”
“Salve. Il mio nome é Jack Headstone e..”
“Oh. Il nuovo proprietario della villetta di campagna?”
Jack si accigliò. Com’era possibile che tutti quanti in città fossero venuti a sapere che la villetta era stata comprata?
“Sì..”
“Mi spiace,non..”
Victor gli fece cenno di passargli il ricevitore. Jack lo accontentò.
“Ciao,Agatha!” la salutò caldamente. Evidentemente quei due si conoscevano da parecchio tempo.
“Vic? Ma..? Che piacere sentirti!! Da quanto tempo! Come stai? Cosa combini?”
“Si sta,Agatha…come d’autunno sugli gli alberi le foglie.”
“Sempre con le tue citazioni improbabili..che autore é stavolta?” disse la medium con una risatina.
“Un autore italiano. Sicuramente non lo conosci. Non è per parlare di poesia che ti ho chiamata,però.”
“Difatti non mi hai chiamata tu,cocchino. Perché il proprietario di casa tua mi ha cercata? Scommetto che lo hai indirizzato tu..”
“Scommessa vinta. Sei una medium,non dovresti azzardare così. Ho bisogno di te ancora una volta.”
“Non posso,Vic. Non chiedermelo. Già lo sai cos’ho da dire su quella casa.”
“Fallo per me,Agatha. C’è qualcosa di diverso. Qualcosa..di pericoloso.”
La donna dall’altra parte dell’apparecchio sospirò profondamente.
“E va bene. Vengo.”
“Ce la fai a raggiungerci subito?”
“Dovrei. è l’ultimo favore che ti faccio,però. Me ne devi una..”
“Sei fantastica. A presto” Victor riattaccò.
“Allora?” chiese Jack.
“Sarà qui tra poco.”
“Bene. Perché non voleva saperne?”
“Non importa..ha sempre avuto paura di questa casa,dalla morte di Jade.”
Jack annuì in segno di comprensione e si sedette sulla poltrona in attesa.

Un’oretta più tardi,la medium si presentò alla porta.
Jack si era immaginato una donna strana,con cinquemila ciondoli che le pendevano dai capelli,abiti larghi e pieni di veli e magari anche che avesse passato la cinquantina. Per questo motivo,quando Agatha gli si presentò davanti,dovette chiederle il nome ed il cognome.
Era una donna dai lineamenti esili,non molto alta. Aveva i capelli corvini,tagliati in un caschetto asimmetrico  che le terminava sulle guance rosee e che risaltava gli occhi azzurro ghiaccio. Doveva avere non più di trenta,trentacinque anni. Non aveva nessun ninnolo stravagante appeso ai capelli ed indossava un paio di blue jeans e una camicetta a fiori,nulla che indicasse la sua occupazione,tranne la moltitudine di anelli di varie dimensioni che aveva alle dita.
“Posso entrare? Sta ricominciando a piovere.” disse con un mezzo sorriso.
“Uh? Certo,certo..” disse Jack,spostandosi.
Victor si alzò dalla poltrona e le andò incontro.
“Ciao,Agatha” disse,abbracciandola.
“Ti odio,Vic. Ti odio,ti odio” disse lei con il sorriso sulle labbra,mentre ricambiava l’abbraccio “ce l’hai fatta a farmi tornare,disgraziato..”
“è una cosa seria,credo..”
“Lo sento,Vic. Lo sento..come sento che lui non crede nel soprannaturale. è così signor Headstone?”
“Ho i miei dubbi. Di sicuro qualcosa non va. Victor vi ha caldamente raccomandata,signorina”
“Immagino. Se vuole il mio consiglio,faccia le valigie di corsa,prenda sua moglie e se ne vada via,lontano da questa casa.”
Jack alzò un sopracciglio,come se non avesse capito bene cosa la donna avesse detto.
“Qui,signor Headstone, vi è uno spirito molto potente. Mi rida pure in faccia,forza” disse poi.
Jack non si mosse e non cambiò espressione. Fu Victor ad intervenire.
“Uno spirito?”
“Sì,Victor. Credo..credo sia Jade. è arrabbiata. Qui dentro c’è una scia negativa da paura. Tuttavia,non riesco a sentirla. Non è nella casa. è la casa. Potrei provare a parlarci.”
Jack si sedette sulla poltrona,senza riuscire a credere ad una singola parola che veniva pronunciata da Agatha. Fantasmi! Spiriti! Erano roba da bambini! Doveva esserci una spiegazione razionale,anche se non la trovava. I tavolini dei chiromanti non vibravano mai per via di qualche spirito,ma perché vi erano dei meccanismi o perchè erano le gambe del chiromante stesso a farlo oscillare. Bisognava solo scoprire il trucco.. Ma perché mai aveva dato retta a Victor ed aveva chiamato quella donna?
Poi successe qualcosa che mai si sarebbe aspettato di vedere. Agatha perse improvvisamente i sensi. Victor la sorresse,prendendola appena in tempo. Aveva gli occhi bianchi. Le labbra si mossero ed iniziò ad emettere rantoli,parole incomprensibili. Le mani le si contrassero,il corpo si mise a tremare violentemente.
Così com’era cominciato,tutto smise.
La donna chiuse le palpebre e quando le riaprì i suoi occhi erano tornati normali e si trovò attorno i due uomini pallidi come dei lenzuoli. Senza parlare,si alzò dal pavimento e salì al piano di sopra. Victor e Jack,con le gambe tremanti, la seguirono.
“Agatha,cos’è successo? Era Jade..? era..?”
“No,Victor. Non era Jade. Jade è il fantasma di questa casa,ma temo che abbia trovato un involucro diverso. Vuole fare del male. C’è qualcosa che dobbiamo capire..qualcosa che ancora non sappiamo. Dobbiamo aiutarla,Vic.”
Jack s’intromise “Cosa intende per involucro?”
“Hai mai guardato dei film dell’orrore?” Jack annuì “bene.” continuò la donna “Un involucro per uno spirito è un altro corpo. Altrimenti sono legati ad un luogo circoscritto.. Non possono fare molto quando sono inconsistenti. è in quella fase che andrebbero aiutati.”
“Non mi dica che rimangono qui perché hanno qualcosa da terminare,adesso!”
La medium scosse la testa “No. Rimangono qui perché scelgono di rimanere. O perché rimangono incastrati. Non tutti i corpi sono adatti.. ci sono determinate persone, io le chiamo ‘magneti’, che possiedono caratteristiche adatte ad ospitare determinati spiriti.”
“Due cose. La prima: Cosa vuol dire che rimangono ‘incastrati’? La seconda: qualunque persona può essere un potenziale..’magnete’?”
“Alcuni spiriti tormentati si perdono e non riescono ad andarsene. Qualcuno glielo impedisce,magari con il rimorso, oppure non ricevono sepoltura e non trovano la pace necessaria. Sì,qualunque. Non so con criterio vengano scelte. Perché?”
“Penso di sapere perché il fantasma non é più in casa. è appena uscita. Con indosso mia moglie.” disse Jack,il volto pallido.

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11 thoughts on “Haunted: capitolo 7 – Svolte

  1. Una sola domanda, hai scritto che Jack pensava che lasciare sola in casa Kate non fosse prudente ed adesso fai intendere che Jack abbia lasciato una notte intera Kate a casa, non per fare il guastafeste, questo capitolo non è inferiore agli altri ma ci tenevo a sottolineare questo aspetto.

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