Haunted, Storie a puntate

Haunted: capitolo 5- Il diario

Quando arrivò a casa, Jack aveva ancora la sua mente fissa su ciò che Victor gli aveva raccontato.
Ma, pensò, se davvero aveva piantato capra e cavoli,lasciando tutto com’era,perchè la casa era semivuota?
Scosse la testa e salì le scale. Kate stava dormendo tranquilla nella loro camera.
Jack le diede un bacio sulla fronte e lei si mosse un po’,poi,dopo due o tre secondi,si fermò,ripiombando in un sonno profondo.
Le rimboccò piano le coperte e poi uscì dalla camera,socchiudendo la porta senza nessun rumore.
Pensò che c’era una stanza che non avevano mai visitato: la soffitta. Quella non gli era stata mostrata dall’agente immobiliare e se ne erano presto dimenticati,tutti presi dalle stanze principali.
L’agente aveva solo accennato a quella stanza,puntando un dito verso il soffitto del secondo piano,dovi si poteva vedere,sforzandosi una botola. Jack uscì in cortile e prese la scala che aveva usato per ultimare i lavori alla facciata.
Attento al minimo rumore,la portò su per le scale e la posizionò sotto la botola,vi montò e spinse la porticina di legno che si aprì senza alcun suono.
Jack si dovette issare con le braccia per riuscire ad entrare. Con tutta probabilità,in passato,doveva esserci stata una scala a pioli al piano,l’unica sufficientemente stretta ed alta da potersi incastrare in quell’apertura così angusta in cui lui a malapena passava.
All’interno della stanza si respirava un forte odore di polvere e di chiuso. Jack tastò la parete che aveva affianco,il cuore che aveva accelerato il ritmo. Trattene il respiro quando i suoi polpastrelli entrarono in contatto con qualcosa di freddo e duro. Lo tastò con riluttanza fino a che non comprese cosa potesse essere: un interruttore. Spostò l’indice verso il fondo del pulsante,che notò essere sollevato. Con un click,la luce si accese,rivelando l’interno della soffitta: vi erano ragnatele praticamente ovunque,tutte coperte di polvere grigia e spessa che si era depositata sopra ogni oggetto,mensola e centimetro di pavimento.
Jack chiuse la porticina. Notò che non vi erano finestre o altre vie d’accesso alla stanza.
Si mosse tra gli scaffali e le vecchie scatole sbiadite,senza nessun’idea di dove andare a cercare. Forse stava solo cercando qualcosa di comune in un posto dove tutto era insolito..
Un vecchio baule attrasse la sua attenzione. Era grande e si trovava addossato alla parete in fondo,isolato da tutte gli altri scatoloni
I vecchi bauli contengono sempre cose interessanti,si disse,aprendolo. Subito si sollevò una nuvola polverosa che lo fece tossire e starnutire violentemente. Quando riuscì finalmente a guardare dentro,vi trovò dei vecchi album. Aprì il primo e vi trovò delle fotografie a colori,tutte in buone condizioni. Più della metà ritraevano una giovane coppia. Riconobbe l’uomo come Victor, il poliziotto che aveva incontrato poche ore prima, e la donna doveva essere sua moglie Jade. Era minuta ed esile,ma proporzionata. Il viso era contraddistinto da due occhi scuri e da moltissime lentiggini sulle guance rosee. I capelli ricci erano castani,tendenti al rosso e le cadevano disordinati sulle spalle e sulla schiena.
Sotto le foto,in bella grafia,erano riportate delle date e vi era scritta qualche parola come “09-06-2000 Vic,30 anni da ora” o ” 12-25-1995 Buon Natale!”. Le foto erano raccolte in ordine cronologico e mostravano sempre Victor e Jade, insieme o separati. Jack si sentiva come un ladro nello sfogliare quell’album,ma ne era come ipnotizzato. Tutto ad un tratto un terzo soggetto iniziò a comparire nelle foto. Si trattava di un bambino,un tenero e paffuto neonato che non doveva avere più di tre mesi. Si fermò su una foto che ritraeva il bebè avvolto in copertina azzurra,tra le braccia di Jade che sorrideva amorevolmente al fagottino che teneva in braccio. Rapido,si affrettò a leggere la didascalia “05-26-1998 Benvenuto,Brian!”
Victor non aveva fatto alcun cenno alla nascita di un bambino. Che lo avesse portato con sé dopo ciò che era accaduto? Il piccolo compariva in tutte le foto dal 1998 fino al 1999, poi le foto saltavano bruscamente al 2000. Il bambino era scomparso dagli scatti. Cos’era successo?
Jack fece due calcoli: l’agente immobiliare aveva detto che la casa era stata abbandonata per circa dodici anni,il che faceva risalire la morte di Jade e la fuga di Victor  nel 2000. Lo stesso anno in cui erano state scattate le ultime cinque fotografie,due delle quali erano prive di didascalia. Jack si concentrò sulle altre tre: la grafia era diversa,sebbene si distinguessero i tratti principali,che la ricollegavano con le altre scritte presenti nell’album,le lettere si erano fatte più strette e marcate,alcune addirittura incerte. In quei due anni doveva essere successo qualcosa,qualcosa che i Masner dovevano aver cercato di dimenticare,non registrandolo. Impossibile che un album così ricco di dettagli fosse stato abbandonato per due anni per puro caso.
Jack lo posò accanto a sé e si rimise a guardare all’interno del baule. Dopo aver spostato alcune riviste e qualche cianfrusaglia,trovò un libretto che,sulla copertina,recava la bella grafia delle didascalie all’inizio dell’album fotografico a comporre la scritta “Jade:memories”.
Tipico delle donne,tenere un diario pensò diamogli un’occhiata,potrebbe contenere qualcosa di utile..
Aprì e lesse la prima pagina:

06-04-1990

Caro diario,
finalmente sposati!
Siamo in luna di miele,quindi non posso passare troppo tempo a scriverti.
Abbiamo optato per le Maldive. Sono un vero spettacolo!
Al rientro staremo nella casa di mamma e papà.
Sono stra-felice!!
Ci sentiamo al rientro,
un bacio dalle Maldive,
Jade.

Sotto vi era,fermata con una graffetta,una foto del matrimonio ed una che la ritraeva in costume da bagno mentre abbracciava Victor.
Andò un po’ avanti,fino al 1998. Cercò il mese di Maggio, dove troneggiava una pagina con tantissimi cuoricini di varie dimensioni e colori.

05-29-1998

Rientro a casa dall’ospedale.
è un  bellissimo maschietto!
Abbiamo deciso di chiamarlo Brian,come papà.
Victor continua a dire che ha i suoi occhi ed il mio sorriso..
spero proprio che abbia ragione.
Ti allego una foto della famiglia al completo con il suo nuovo piccolo membro.
Non sembriamo i protagonisti di una serie televisiva??
Magda dice che siamo la famiglia modello.
Una delle tante.
Le cose non potrebbero andare meglio.
Ora ti lascio,il bambino ha molta fame ed anche Brian deve fare la pappa.
A presto,
Jade.

Jack continuò a leggere il diario,ma nelle pagine successive non si parlava affatto del bambino in maniera diretta,ma solo della sua cameretta o dei giocattoli che gli avrebbero comprato per Natale lei e Victor.
Anche nel diario,notò, vi era una sorta di buco temporale: dalla fine del 1998 fino alla fine del 1999,non vi erano notizie.
Per tutto il 1999 vi erano solo frasi sconnesse,scritte con la grafia più grezza che caratterizzava l’ultima parte dell’album che aveva visto prima. Non vi era nessuna data,solo l’anno,buttato a caso nella pagina: a volte sopra le parole,altre sotto..persino al centro della pagina stessa dove la frese era stata scritta in su per evitare di scrivervi sopra. Frasi come “LO SO CHE è COLPA MIA. PERDONO” o “MEA MAXIMA CULPA.”. Jack le osservò con tanto d’occhi. Un altro salto temporale fino alla metà del 2000. Jack controllò: le pagine successive erano bianche.
Deglutì e lesse l’ultima pagina su cui,scritte in rosso,spiccavano poche frasi sconnesse.

Marzo 2000

Troppo stanca.
Ho paura.
Victor non capisce.
Non sa.
Quanto dolore può sopportare un essere umano?
Sono perduta.
Non si va avanti.
Infranta.
Sono un disastro.
Umiliata.
A chi importa la verità?
Nessuno mi ascolta.
VENDETTA.
PERDONO.
VENDETTA.

Le ultime tre parole erano state scritte premendo la penna così forte che quasi avevano oltrepassato il foglio,lasciando un segno nelle pagine successive. L’ultima parola occupava quasi metà foglio.
Vendetta? Verso chi era rivolta? Contro chi voleva vendicarsi? Perchè? Perché Jade,che si era mostrata felice fino ad una ventina di pagine prima si autodefiniva ‘perduta’? Perché implorava il perdono? Per chi? Per sè o per qualcun altro? Di cosa si incolpava così duramente qualche pagina prima?
Più Jack ficcanasava nel passato degli abitanti di quella dimora,più la storia si complicava. C’era qualcosa nascosto dietro quella storia,qualcosa che non era apparso sui giornali.
Si ripromise che,il giorno dopo,avrebbe chiamato Victor e gli avrebbe parlato del diario e gli avrebbe chiesto chiarimenti.
Sebbene si ripetesse nella sua mente che non c’entrava nulla con il passato di quella dimora,non riusciva a lasciar perdere.
Si alzò,la gamba mezzo addormentata e si mise il libricino nella tasca interna della giacca,considerando che,per scendere,gli sarebbero servite entrambe le mani. Aprì la porta della botola e spense la luce.
Una volta uscito,richiuse lo sportello e scese la scala.
Quando smontò dall’ultimo gradino e si voltò, dovette trattenere un grido.
Kate era in piedi,sveglia,a cinque passi dalla scala,gli occhi infossati e l’espressione feroce.

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17 thoughts on “Haunted: capitolo 5- Il diario

  1. Sembra un giallo in piena regola con un investigatore dilettante.
    Perché Kate ha un’espressione feroce?

    O.T. Hai ricevuto l’invito? Se sì, confermalo.

    • Beh,alcuni thriller sono anche dei romanzi che assomigliano molto a dei gialli (come ‘Say you’re sorry’ di M. Robotham),ma che vengono trattati in maniera più netta,con un’attenzione particolare alle scene cruente..
      Diciamo che non so bene a che genere appartenga questo racconto..horror o thriller.. penso che,essendoci di mezzo il paranormale, punti più sull’horror..
      Per rispondere alla tua domanda,ti direi di leggere l’inizio del capitolo 6,ma anche lì non fornisco molte spiegazioni..tutto sarà svelato a tempo debito (molto presto,comunque) 🙂

      Non ho ricevuto nessun invito,ancora.. :/
      Doveva arrivare tramite mail? O in qualche altro modo?
      Ti confermo già qui..in attesa che arrivi. Poi ti riconfermerò anche a quello.
      Grazie ancora. 🙂

      • Ho detto giallo, perché ho l’impressione che ci sia un mistero nascosto in quella soffitta. Thriller, horror, noir sono tutte sfumature di uno stesso genere.
        L’invito deve arrivare via mail, diciamo quella associata a WP.

        Passerò a leggere il sesto capitolo.

      • Quindi quella dove mi arrivano le notifiche,giusto?
        Ti avvertirò quando mi arriva 🙂
        Grazie ancora e..spero che ti piaccia il sesto capitolo ^^

      • Segue diversi blog attribuendo a ognuno un peso. Alcuni voglio una notifica istantanea, appena pubblicato il post, la maggioranza una volat al giorno alla mattina e al lunedì il resto (ad esempio quelli meno interessanti o che scrivono tre o quattro post al giorno). Fino al 15 di agosto tutto filava liscio. Avevo un bel gruppo di blog che arrivavano il blocco, tutti vicino. Quindi facili da consultare, anche il giorno dopo. Da quella data arrivano solo gli istantanei, il resto niente. Scorrere il blog che seguo è faticoso e fa perdere un sacco di tempo. Ultimamente nelle notifiche avverte di essere moderati con le mail.
        Cattivo segno.
        Comunque dovrebbe essere già arrivato dall’utente Bistrotapigalle (quello di Caffè Letterario). Controlla tra la posta o tra lo spam (a volte finiscono lì)

      • Ho controllato e non risulta nulla né nella posta né nello spam..per scrupolo ho dato un’occhiata anche al cestino e niente,nessuna email (tranne quelle ordinarie e le notifiche di WordPress). :/

      • Okay. Accetta l’invito e da quel momento sei un autore di Caffé Letterario. Non so se sia la prima o la seconda, comunque se ti interessa la data del 29 settembre è ancora libera.

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