Haunted, Storie a puntate

Haunted: capitolo 4- Retroscena

“So perché sei qui”
“Almeno uno di noi due lo sa,allora”
Paul,ammesso che quello fosse il suo vero nome (Jack ne dubitava fortemente), si era rivelato essere un uomo piuttosto alto e robusto e doveva avere non più di una quarantina d’anni. Il suo viso era armonioso,la mascella quadrata,due labbra sottili e gli occhi azzurri,velati da pensieri scuri e cupi, era caratterizzato da una barba incolta e nera come i suoi capelli.
Erano seduti al tavolino esterno di un bar in centro ,tra la confusione dei passanti e quella degli altri avventori.
“Sembri sconvolto” gli disse il poliziotto.
“Sono stranito. Allora..hai detto che c’erano cose che non sapevamo. A cosa ti riferivi?”
“So che vi siete appena trasferiti nella villetta in campagna.”
“è esatto. Siamo lì da un paio di mesi. Cosa c’entra questo con le informazioni?”
“Sono preoccupato per sua moglie.”
“Kate? Cosa sai di lei?” chiese Jack,il tono di voce si era fatto più aggressivo.
“Nulla in particolare. In quella casa accadono cose strane,signor Headstone, Cose a cui io stesso non credevo finché..”
“Cosa? Finché cosa?”
“Lasci perdere. Cosa le hanno detto di quella casa?”
“Solo che era la dimora di una coppia,alcuni anni fa e che quello era il posto più romantico della città.”
“Le scomparse sono romantiche? Da quando? Oramai la gente ha davvero il gusto dell’orrido. Signore,la verità è che lei non sa nulla di quella casa.”
“Immagino che lei sappia tutto,invece.”
“Molto più di quanto lei pensi. Vede..io abitavo in quella casa.” Jack lo guardò Aveva tutta la sua attenzione “Era la casa di mia moglie. Eravamo sposati da dieci anni ed avevamo sempre vissuti lì,i suoi genitori erano venuti a mancare prima delle nozze,lasciandocela in eredità. Se avessi saputo cosa sarebbe successo,avrei fatto le valigie ed avrei alzato i tacchi.”
“Non sta a noi prevedere il futuro” disse Jack “Cosa accadde?”
“Venne a farci visita un uomo,un giorno,si era appena trasferito.”
“Gallaway..” mormorò piano Jack
L’uomo annuì e continuò “Era un tipo affabile,per niente pericoloso,ma Jade,mia moglie, ne era assolutamente intimidita. Quando me lo confessò,le dissi che non vedevo nessun motivo di temerlo. Era solo un arrogante venditore porta a porta,era il suo lavoro essere invadente. Pochi giorni dopo,fui chiamato a prestare servizio fuori città. Dovevo stare fuori solo pochi giorni,ma venni trattenuto per alcune settimane. Jade non rispondeva alle mie telefonate. Pensavo ce l’avesse con me perchè non ero tornato prima e non diedi peso alla cosa. Sa come possono essere le mogli,a volte. Pensavo che le sarebbe passata in un paio di giorni.. Ricevetti una telefonata,ma non di Jade. Era di un mio collega che mi informava che mia moglie era scomparsa” fece una pausa e bevve un sorso d’acqua. Ricordare non doveva essere facile. “Tornai subito a casa. Mi dedicai solo a lei,a ritrovarla. Persi il lavoro. Non trovai nulla per mesi,solo poco sangue sotto una piastrella,in cucina,già raggrumato. Poteva essere vecchio di mesi. Non seppi mai se fosse di Jade o di qualcun altro.” alzò lo sguardo,che fino ad allora aveva tenuto basso,ed incrociò quello di Jack,che lo guardava in silenzio “Penserà che sia un pazzo,che sia stato uno sciocco a non badare ad una traccia come quella,ma si riservi le critiche per dopo. Tre giorni dopo,andai a cercare in lungo e in largo nel bosco,con alcuni amici e dei volontari. La trovammo lì,riversa sull’erba. Il volto era completamente sfigurato. Il commissario disse che,probabilmente,era scivolata ed aveva battuto la testa. Il caso venne chiuso senza ulteriori indagini.”
“Perchè questa vicenda dovrebbe interessare anche noi?”
“Perchè..dopo che il cadavere fu ritrovato,in quella casa iniziarono ad accadere le cose più strane. Voci,incubi,luci che si spegnevano all’improvviso,rumori nel cuore della notte. Fuggii e mi ripromisi di non tornare. Nessuno doveva entrare in quella casa..qualcosa non andava. Quando ho saputo che era stata venduta,era troppo tardi. Ho pensato di avvertirvi,ma non avevo trovato il coraggio..fino ad un mese fa. Mi scuso se vi ho fatto preoccupare. A proposito..mi chiamo Victor. Victor Masner.”
Jack si tenne la testa tra le mani.
“Non credo che lei sia pazzo,signor Masner. Tutt’altro. Mi risulta troppo facile credere alla sua storia.”
“Strani avvenimenti?”
Jack annuì. “Ma..credere nel paranormale! Non..non è possibile. Pensavo di essermi solo suggestionato.”
“Ha notato qualcosa nella casa? Qualcosa che potrebbe essere strano?”
“Nulla di particolare. Ci sembrava solo una vecchia villa abbandonata,non diversa da tante altre. Carta da parati sbiadita,vecchi mobili con le ante che rimangono in mano,alcuni lampadari mancanti,pavimenti da rifare.”
“Lampadari?”
“Sì. Vi è un gancio al centro della cucina. L’agente immobiliare ci ha detto che c’è sempre stato,fin da quando la casa è stata rilevata.”
“Non c’è mai stato un lampadario in cucina. Non di quelli grandi almeno. Solo una lampada.”
“Non l’aveva mai notato?”
“No,ma Jade faceva spesso dei lavori in casa. Non lavorava ed era molto brava nel fai da te. Può avercelo messo lei per qualche motivo che mi sfugge..magari qualche lavoro.”
“Magari. Mi spiace molto per la sua perdita.”
“Anche a me,ma sono passati tanti anni,ormai. Il ricordo fa sempre male,anche se è un dolore diverso.”
“Farò meglio ad andare a casa, ora.Non mi fido a lasciare Kate da sola per troppo tempo. Vuole..vuole venire?”
“Meglio di no. Ho delle faccende da sbrigare. Tenga” disse,passandogli un fogliettino. Jack lo lesse: vi erano scritti due nomi,quello di Victor e quello di una donna,Agatha. Sotto di essi erano scribacchiati due numeri di telefono.
“Uno è il mio numero privato,l’altro è il numero di un’ottima medium”
Jack lo guardò negli occhi,scettico.
“Nel caso decidesse di credere nel paranormale.” aggiunse Victor.
Si strinsero le mani e si separarono.

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7 thoughts on “Haunted: capitolo 4- Retroscena

  1. Grazie a chi mi ha suggerito di passare qui!
    Sei straordinariamente brava.
    Se la cosa potesse interessarti, mi piacerebbe averti su Caffè Letterario.
    Non ne sono più la responsabile – per scelta mia – ma se ti rivolgi a newhitebear, a nome mio, non ci sarà alcun problema!
    Ancora brava 😛

    • SeleneQueen ha detto:

      Grazie mille 🙂
      Sono davvero contenta che ti piaccia.
      Ho letto i tuoi post (specie ‘Un sogno americano’ che mi piace davvero molto) ed ho visto che sei davvero brava 🙂 Un tuo commento positivo,quindi,per me vale il doppio ^^
      Mi farebbe molto piacere 🙂 Grazie per l’invito 🙂

  2. Per poterti inviare l’invito su Caffè Letterario, ho la necessita che tu lasci un commento o sul mio blog o su Caffè Letterario.
    Se Alessandra Bianchi ha suggerito il tuo nome vuol dire che scrivi bene. Passerò con calma dal tuo blog per leggere le quattro puntate.
    Grazie e ciao

  3. Felice di averti portato qui Alessamdra 🙂
    Il racconto sta prendendo una piega ben precisa, ma ritengo, conoscendoti, Selene, che la carne al fuoco deve ancora cominciare a bruciare. 😉

    • SeleneQueen ha detto:

      Se dovessi dare un titolo alternativo potrebbe essere “Tutto riparte da qui” 😉
      Grazie per i tuoi commenti 🙂

      P.S:I tuoi ultimi post sono stupendi,continua così 😉

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