Haunted, Storie a puntate

Haunted: capitolo 1 – L’arrivo

Era una tranquilla Domenica mattina. Gli uccellini cinguettavano sui rami e producevano fruscii e frullii d’ali che si integravano perfettamente con l’ambiente.
Kate si stiracchiò nel letto ed abbracciò il marito che dormiva accanto a lei.
L’uomo si girò e le sorrise.
“Hey! Buongiorno,raggio di sole.” disse lui,con la voce impastata.
“Buongiorno anche a te. Passata bene la prima notte?”
“Non ne sono così sicuro. Ho fatto un sogno estremamente particolare. Te?”
“Ho dormito come una bambina.”
“Sono contento che almeno uno di noi due riesca a dormire,la notte.”
“La casa si sarà offesa per ciò che hai detto di lei l’altra sera” disse lei,sorridendogli.
“Sì,certo..come no,Kate.”rispose lui,sciogliendosi dall’abbraccio ed alzandosi dal letto.
“Dove vai?” chiese lei,guardandolo da sotto in su con i suoi occhi color ambra,il dolce viso incorniciato da morbidi capelli rossi,tutti arruffati.
“Vado a preparare la colazione,che domande!”
“E non vuoi goderti una fantastica Domenica mattina a letto con tua moglie nella casa nuova che tu ed io abbiamo comprato ?”

“Prima la colazione.”
“Sempre prima il cibo…” disse lei sbuffando e sollevando una ciocca di capelli.
Lui fece un sorriso che gli scoprì tutti i denti e si avviò verso le scale.
La verità era che quel posto non gli piaceva. Aveva una strana sensazione..un brutto presentimento. Ma Kate ne andava pazza e non vi era stato modo di dissuaderla. Erano sposati da poco e,in fin dei conti,sarebbe stato stupido buttare al vento un’occasione d’oro per un vago presentimento,no? La casa era situata a sei o sette chilometri dal centro città,verso la campagna. Aveva un terreno che si estendeva per circa mezzo chilometro,costituito in prevalenza da campi incolti,pieni di erbacce che i precedenti proprietari non si erano dati pena di estirpare,ma nel complesso era una gran bella villetta. Le stanze erano ampie e piene di luce e non vi erano grandi ristrutturazioni da fare. La cucina era la stanza che Kate aveva adorato fin da quando erano entrati: era grande,con ancora un’orrenda carta da parati gialla scolorita sulle pareti. Vi erano due grandi finestre che davano sul giardino e dei grandi banconi di legno,con un lavatoio di marmo grigio. Non aveva porte e,per entrare,vi erano due grandi archi di legno, finemente intarsiati. Kate era letteralmente in estasi quando aveva visto quella cucina. Già sapeva che sarebbero finiti per comprarla. Ed infatti,eccoli lì.
Jack entrò nella cucina e si guardò intorno. Non vi era ancora praticamente niente (gli incaricati del trasloco sarebbero arrivati solo due giorni più tardi) tranne un fornelletto a gas,del pane bianco,un cartone di latte che avevano comprato il giorno prima e due tazze.
Riempì veloce i due mug e scaldò il pane sul fornellino.
Mentre era intento a controllare che non si bruciasse,due mani sottili gli coprirono gli occhi. Sorrise. Poteva sentire che Kate era sulle punte dei piedi nel tentativo di mantenere la posizione.
“Indovina chi è” gli sussurrò in un orecchio.
“Kate..”
“Sbagliato. Dai,dai..indovina!”
“Mrs. Headstone.”
“Esatto!” disse lei rimuovendo le mani “quanto mi piace!!”
Lui gliele prese dolcemente e gliele baciò.
“Ma tu riesci a crederci?”
“A cosa?” chiese lei. Avvolta nella camicia di Jack sembrava ancora più piccola,come se si fosse ristretta.
“Al fatto che siamo sposati.”
“Credo ancora che sia un sogno. Sposati! Liberi! Oh,non vedo l’ora che il trasloco sia finito!!” disse lei e gli diede un bacio sonoro sulle labbra.

Sei giorni dopo il trasloco era finito, i mobili erano stati sistemati e le riparazioni quasi terminate.
“Jack?” chiese Kate dal piano di sopra
“Sì,tesoro?”
“Credo che abbiano bussato alla porta. Puoi andare ad aprire?”
Jack posò il computer e si alzò per andare a vedere chi fosse il visitatore. Quando aprì la porta si trovò di fronte ad un uomo piuttosto alto, sulla cinquantina,i capelli castano ramati, il sorriso che mostrava una fila di denti bianchissimi. Portava un completo blu e bianco e tendeva amichevolmente la mano a Jack che,riluttante,gliela strinse.
“Salve, Mr. Headstone!” disse a voce alta “Il mio nome e Carl Gallaway. Abito non molto distante. Ho saputo che ci sono dei nuovi vicini e ho ritenuto opportuno venire a presentarmi.”
“Pensavo che non abitasse nessuno da queste parti.”
“Nessuno tranne me lei,carissimo vicino!” disse lui,sempre sorridente.
Jack lo guardò torvo per alcuni istanti.
“Jack!” la voce di Kate proveniva dalle sue spalle “non mi presenti al nostro visitatore?”
“Oh..Kate,questo è il signor Gallaway. Signor Gallaway,questaè mia moglie,Kate.”
“Felice di conoscerla,Mr. Gallaway”
“Mi chiami pure Carl.. vedo che state mettendo a posto la villetta.. speriamo ridiventi graziosa come un tempo!”
“Ma..signor Gallaway..,Carl” si corresse Kate “entri un attimo a prendere un the,qualcosa.”
“Con molto piacere” disse l’uomo,passando davanti a Jack ed accomodandosi in una delle due poltrone poste nella sala centrale.
Kate preparò il caffè per lei e Jack ed una tazza di the per Gallaway e tutti si sedettero in sala.
“Quindi,Carl” disse Kate,intavolando di nuovo la conversazione “che lavoro fa?”
“Niente in particolare. Ho lavorato come venditore ambulante per un paio d’anni,ma questa stagione si sta dimostrando particolarmente scarsa.”
“E cosa vendeva,se mi é concesso chiedere?”
“Chieda pure,chieda pure. In prevalenza,prodotti di pulizie,ma ho venduto anche cosmetici ed un anno perfino gioielli. Tutto porta a porta,s’intende.”
Kate sembrava interessata.
“Magari un giorno potrebbe mostrarmeli.. potrei comprarle qualcosa.”
“Ma certo! Sarebbe davvero un affare per entrambi!” disse l’uomo con fin troppo entusiasmo. Poi guardò l’orologio che aveva al polso “Oh,come si è fatto tardi! Sono già le sei..il tempo vola quando si è in buona compagnia,non è vero?”
“Verissimo.” commentò gelido Jack,che non aveva detto una parola.
“Farò meglio a tornare a casa, ora. Grazie ancora per il the,signora Headstone”
“Ma le pare! Ripassi pure quando vuole.”
“Lo farò. Signor Headstone,lietissimo di aver fatto la sua conoscenza.” disse stringendo vigorosamente la mano di Jack. Kate lo accompagnò alla porta e,dopo gli ultimi convenevoli,Gallaway uscì e lei chiuse la porta.
“Un uomo simpatico,non è vero,tesoro?” chiese.
“è inquietante. Non mi ispira per niente.”
“Tu ed il tuo sesto senso da medium siete inquietanti,ecco cosa. Dicevi lo stesso anche di questa casa..e guarda come siamo felici!”
“Forse hai ragione..Bah,sarà la stanchezza,non ci badare.” disse,sprofondando nuovamente  in poltrona e massaggiandosi le tempie.
“Vado a preparare la cena” disse Kate,baciandolo sulla fronte “ti chiamo quando è pronto”

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4 thoughts on “Haunted: capitolo 1 – L’arrivo

  1. Sai stranissimo leggendo questo racconto ho immaginato il profilo di Jack come quello di James Dean ed invece quello di Kate l’ho accostato a Grace Kelly e per coronare il tutto al signor Gallaway ho dato il volto di Hitchcock. Certe volte la mia testa fa giri inaspettati e abbastanza strani. Hai descritto tutto alla perfezione come sempre. Niente da aggiungere.

    • Certo che hai scelto degli attori mica da poco…
      Credo che alle volte bisogna sapere cosa descrivere e cosa tralasciare,cosa lasciare al lettore. Dare solo delle traccie abbozzate. Un guscio,qualcosa da riempire. Non sempre le descrizioni vengono bene o seguono la linea di pensiero del lettore..sono felice che tu ti ci sia potuto ritrovare.
      Grazie mille,sei gentilissimo come sempre.

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