Haunted, Storie a puntate

Haunted: capitolo 2- Primi segni

Alcuni giorni più tardi, Kate sentì bussare di nuovo alla porta.
“Arrivo subito!” disse,scendendo per le scale. Quando aprì l’uscio si ritrovò faccia a faccia con il signor Gallaway. Aveva in mano una grande valigia e le sorrideva.
“Oh,signor Gallaway. Entri pure. Stavo finendo di lavare i piatti.”
“Suo marito è in casa?” chiese l’uomo distrattamente mentre si accomodava nel salone.
“No,è fuori per lavoro al momento. Perchè?”
“Chissà,poteva essere interessato anche lui alla vendita.”
“Lei è sempre a caccia di nuovi clienti,non è vero?” chiese Kate con tono scherzoso,ridendo.
Anche l’uomo si unì a lei e scoppiò in una fragorosa risata
“Eh,sì..che ci vuol fare, è l’abitudine.”
“Perché non mi segue di là in cucina? Può illustrarmi tutto mentre finisco di pulire..poi passeremo al salotto,così potrò anche vedere meglio.”
“Molto bene” disse Gallaway,seguendola in cucina con la valigia.
Kate riprese a lavare i piatti,mentre l’uomo le elencava tutti i tipi di detergenti per superfici,spugne miracolose per le stoviglie,sgrassatori,panni che lucidavano in maniera favolosa qualsiasi tipo di oggetto,smacchiatori prodigiosi.
Senza che la donna se ne accorgesse si era avvicinato sempre di più.
Quando le sfiorò la mano,Kate rabbrividì,lasciando cadere a terra il piatto che stava asciugando,mandandolo in mille pezzi. Improvvisamente ebbe come un senso di vertigine: la stanza prese a vorticare intorno a lei e le parve di sentire un urlo lontano,una donna che urlava in preda al terrore.. Provò,tutto ad un tratto,un senso di disgusto per quell’uomo e se ne allontanò con stizza.
“Si sente bene signora Headstone?” le chiese Gallaway,facendo un passo in avanti.
“Non..non si avvicini.”
Si rese conto di essere terrorizzata. Ma terrorizzata da cosa? si chiese. La risposta era illogica. Dal signor Gallaway? E perchè?
Ad un tratto,la porta si aprì e Jack entrò in casa.
“Kate? Tesoro? Sono tornato!”
“Sono in cucina!” disse lei,riprendendo fiato. “è..è venuto il signor Gallaway a trovarci per la vendita.”
Jack entrò in cucina,salutò Gallaway con un cenno ed abbracciò la moglie.
“Bene,bene.. trovato qualcosa di interessante?”
“Purtroppo no.” disse lei,senza riuscire ad allontanare quella strana sensazione di dosso.
“Adesso sarà meglio che vada.” disse il vicino. Era visibilmente agitato. “Grazie per l’attenzione,signora. Ripasserò.” e,detto questo,uscì.
Jack rivolse la sua attenzione alla moglie. Era pallida e delle piccole goccioline di sudore le imperlavano la fronte,il che era strano visto che non era una giornata particolarmente calda,anzi,le temperature erano considerate bassine per essere fine Aprile.
“Ti senti bene,Kate? Sembri malata.”
“Io..non lo so. Sono un po’ debole di difese,con tutta probabilità.”
Jack annuì con poca convinzione.
“Perché non vai su a riposare? Sembri stanca. Forse dopo ti sentirai meglio.”
“Uh..va bene. Magari hai ragione tu. Un pisolino mi farà bene..”

Quando Jack svegliò Kate erano le dieci passate.
Dovrà pur mangiare,si disse,mentre saliva le scale. Una volta arrivato al piano superiore,accese il lumino accanto al suo letto e le toccò dolcemente la spalla.
Kate si svegliò di soprassalto e balzò a sedere sul letto come un pupazzo a molla,urlando a pieni polmoni. Jack si prese un colpo e si ritrasse istintivamente,con il cuore che gli batteva all’impazzata. In pochi secondi calò il silenzio e fu quasi opprimente,dopo quell’urlo così potente e pietrificante.
“K-Kate..” disse lui,balbettando. Con tutta la probabilità era diventato pallido come un lenzuolo. Sua moglie non parlava,ma si tastava l’addome. Jack si avvicinò e le prese delicatamente le mani nelle sue,un po’ per rassicurarla, un po’ per controllare l’area. Non notò né ferite né sangue. Allora perché sembrava essersi svegliata colpita da una pugnalata?
“Jack?”
“Sì?” disse lui,voltandosi verso di lei.
“Oddio,Jack..ho fatto un’incubo orrendo. Era un incubo,vero? Com’è che sei così pallido tesoro?”
“è che tu..beh..ma come,non te ne sei resa conto?”
“Di cosa?” chiese lei,come inebetita.
“Hai urlato talmente forte,che non mi stupirei se Gallaway ti avesse sentita e stesse chiamando la polizia pensando a chissà che.”
“Io? Urlato?”
Jack annuì.
“Ti senti bene,Kate?”
“Sì..credo di sì. Mi dispiace di averti spaventato tanto.” disse abbracciandolo stretto.
“Lascia stare” disse lui,ricambiando la stretta. Come dirle che ciò che lo aveva spaventato di più era stato dopo l’urlo,quando lei era totalmente assente?
Magari era solo a causa di quell’incubo,tentò di rassicurasi,magari stava ancora sognando. 
Poi pensò agli occhi di Kate. Erano completamente spalancati.
Ma i sonnambuli fanno le cose anche con gli occhi aperti,no? è per questo che molti li credono svegli e coscienti,quando invece sono in una specie di dormiveglia…
A furia di ripensarci, arrivò alla conclusione che sua moglie poteva aver avuto un attacco di semplice sonnambulismo che l’aveva portata ad emettere quell’urlo inumano che,sebbene si sforzasse di cancellare,continuò ad rimbombargli nelle orecchie fino alla mattina successiva.

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4 thoughts on “Haunted: capitolo 2- Primi segni

  1. Queste due prime parti danno da subito la sensazione che in quella casa deve succedere qualcosa di terrificante, e già quanto comincia a succedere nella seconda è un preludio. Il vicino non mi piaceva già da quando è apparso sulla porta per presentarsi. 😉 Kate è dolce e spero che non paghi questa sua caratterialitaà :). Aspetto il seguito.
    Tony

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