Storie a puntate, Sulla scia del Sol

Sulla scia del Sol #6

Susan tornò a casa alcuni mesi dopo, verso la fine dell’estate.

Arrivarono a casa la sera e, non appena infilò la chiave nella toppa, giunse il dolce abbaiare di Delia dall’interno. Roger teneva la mano a sua moglie. Tremava. Non lei,lui.
Non appena aprì la porta Delia si avvicinò a Sue con circospezione. La donna le tese una mano e la cagnolina le diede la zampa come a voler dire ‘Sono contenta che tu sia tornata,ma c’è qualcosa di diverso ed io non voglio farti male perchè so di essere irruenta e sbadata a volte.’.
Sue fece alcuni passi in avanti e sfiorò il tessuto celeste della poltrona con le dita fino al bracciolo, poi si sedette e si mise la testa tra le mani.
“Va tutto bene,tesoro?” chiese Roger un po’ preoccupato.
Andava tutto bene? Certo che no. Andava tutto male. La casa che tanto aveva amato e ,alle volte, data per scontata, era diventata un tuffo nei ricordi. Nei colori,nelle forme. Pensò al romanzo che aveva sul comodino,non finito. Alla sua coperta a fiori bianci e rosa su sfondo celeste, al dolce muso di Delia, al volto di Roger.. non avrebbe mai potuto rivederli. I medici dicevano che ci si sarebbe abituata. No. Mai. Non ci si può abituare ad una cosa del genere..o sì? Avrebbe imparato a conviverci, come per il fatto di non poter formare una famiglia completa. Era una sua decisione,ma Roger non avrebbe dovuto soffreire per questo, era già abbastanza distrutto. Aspettò un paio di secondi prima di rispondere. Quando ritenne che la sua voce era un po’ più ferma, si decise a rispondere.
“Sto bene, Rog.”
“Sicura? Il dottore ha detto che potresti avere una sorta di shock, che è perfettamente normale.”
“è tutto a posto, caro, davvero. Non agitarti.”
“Vuoi un po’ di the?” Non appena ebbe pronunciato quelle cinque parole, si sentì un’idiota. The? D’estate?? Evidentemente si stava attenendo alla regola che sua madre gli aveva ficcato del cervello: quando una persona sta male e soffre (non importa il motivo) una bevanda calda non può che fare del bene. Però ad Agosto..
“Sì,grazie.” rispose lei,sorridendo.
Roger sorrise a sua volta ed andò in cucina. Non appena non poterono più essere visti, entrambi i loro sorrisi si spensero, come la flebile fimma di una candela che scompare con un colpo di vento.
Roger si appoggiò al bancone con i gomiti e sospirò. Lo sguardo gli si posò sul frigorifero,sulla foto di lui e Sue in spiaggia tre anni prima. Poi sul post-it posto sotto di essa, scritto quattro giorni prima dell’incidente “Sono a fare la spesa in paese con Lydia. Porto Delia con me. Fai il bravo 😉 Torno presto. Ti amo.” Poche frasi. Poche csemplici frasi che aveva dato per scontate lì per lì, quando la vita sembrava andare nella direzione giusta, quando credeva che tutto sarebbe andato così per sempre.
Delia arrivò scodinzolando.
“No,Delia. Non è per te. è the.” le disse,sollevando la tazza fumante. “Acqua con delle erbe. Non è roba per cani.”
Delia parve non capire e continuò a scodinzolare e a spingerlo delicatamente con il muso.
“Ok, hai vinto. Ti darò un po’ d’acqua fresca,così potrai bere anche tu.”
Prese la ciotola una vecchia scodella rosa con sopra scritto a caraterri cubitali “Delia beve qui”, con l’indelebile.) la riempì d’acqua del rubinetto e la riposò sul pavimento. Poi rientrò in sala.
Susan era sempre seduta sulla poltrona e reggeva qualcosa in mano. Non appena si fu avvicinato Roger vide che l’oggetto era la foto del loro matrimonio. Era tenuta in una cornice che suo padre aveva intagliato appositamente con dei simboli che, secondo lui, erano di buon auspicio. Ora sfiorava quello che poteva essere il dorso di un ippopotamo e ora il muso di un coccodrillo. Roger stette un po’ a fissarla con le tazze di the in mano,senza saper cosa dire.
“Te la ricordi?” chiese Sue, ad un tratto.
“Sì.” rispose lui, posando le tazze sul tavolino e sedendosi accanto a lei.
“Secondo tuo padre, questa cornice doveva portare la felicità e la fortuna sul nostro matrimonio.”
“Sì..almeno così diceva.”
“Io credo che avesse ragione. Non avrei potuto essre più fortunata. Non esiste uomo migliore.”
Il modo in cui lo disse lo fece quasi arrossire. Erano parole pronunciate con una sincerità totale. Non c’erano sbavature, pause, cambiamenti di tono. Era la tonalità con cui i bambini ti dicono che il sole brilla perchè un drago di fuoco lo sta plasmando. Perchè ci credono e basta.Non c’è il pasticcio dei sentimenti contrapposti degli adulti, delle false cortesie..e semplice verità.
“Sai, penso la stessa cosa di te,Susan.” disse lui,abbracciandola.
Delia abbaiò e poggiò le sue grosse zampe anteriori sul grembo di Susan.
“Vogliamo bene anche a te,Delia!” disse Susan, ridendo assieme a Roger, con la cagnolina che scodinzolava felice.
Alcune sere dopo,Susan volle provare a salire le scale da sola.
“Non mi fido. E se cadi? Se metti un piede nel modo sbagliato? Se Delia passa correndo e..?”
Susan gli posò delicatamente l’indice sulle labbra.
“E se piovessero mucche? Andiamo..posso farcela. Delia sta molto attenta a non scontrarmi..a proposito come sono andate le lezioni di cane guida?”
“Delia è ..una vera frana. Dovremmo andare tutti e due, sono sicuro che con te alla guida si comporterebbe diversamente.”
“Va bene,vorrà dire che Lunedì verrò con voi. Ora lasciami fare le scale,per favore.”
Voleva salire quelle scale. Voleva dimostrare a Roger e a se stessa che era in grado di cavarsela anche da sola  che Roger doveva essere meno preoccupato. Fece i gradini, contandoli mentalmente, reggendosi al corrimano. Quando arrivò in cima aveva un sorriso di trionfo stampato in faccia.
“Visto?” disse rivolta al marito,che si mise a ridere.
“Va bene, ok. Avevi ragione”
“Certo che avevo ragione. Non mi raggiungi di sopra?”
“Arrivo subito.” in meno di tre minuti era accanto a lei.
Si coricarono e Sue sfiorò il suo libro. Roger la guardò.
“A che punto eri arrivata?”
“Cosa?”
“A che punto della storia eri arrivata?”
“Uh..circa a metà,credo. Sarah e Leonard stavano passeggiando per il parco,ma il padre di lei li vede ed inizia ad inveire contro di lui..”
“Passami il libro,cara.”
Susan glielo passò,confusa.
“Allora..mettiti comoda.” Roger si scharì la voce. ” Era ancora lì, il padre, livido di rabbia. Lionel si sentiva piccolo piccolo. In compenso Sarah era furiosa..
Roger lesse fino a che Susan non si fu addormentata. Poi le diede un bacio sulla fronte e ripose il libro,quasi finito. Quello era il minimo che potesse fare per lei. Farla sognare,ancora una volta. I libri avevano sempre suscitato quel fascino per loro due: li facevano entrare in un altro mondo,un mondo che Susan poteva ancora vedere con occhi che non si spengono mai.
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