Storie a puntate, Sulla scia del Sol

Sulla scia del Sol #2

Riassunto della precedente parte: Susan e Roger,due sposi che vivono in una baita in campagna, ricevono la lettera del fratello di Sue,John, con il quale avevano litigato due anni prima. Susan riesce a convincere suo marito ad invitare il fratello per cena, in segno di pace..
“Caro! Sei pronto? John sarà qui a momenti..”
“Sì,Sì..Sono pronto,tesoro. Che te ne pare?”
“Perfetto!”
“Bene. Mhh! Che profumino!!”
“Sto cucinando il tuo piatto preferito: arrosto.”
“Sto già sognando l’ora di cena.”
Dall’esterno giunse un rumore di passi pesanti e poi una voce:
“Susy Q? Susieee!! C’è qualcuno in casa?”
Roger guardò la moglie e poi andò ad aprire la porta. Si ritrovò di fronte un uomo alto,sulla ventina, tutto intirizzito e con il volto rosso dal freddo.
“Ciao Roger.”
“Ciao John. Entra pure.”
“Ehm,grazie.”
Susan uscì dalla cucina ed abbracciò il fratello.
“Ciao fratellone, che piacere vederti! Oh,ma sei mezzo congelato. Vieni,siediti di fronte al camino. Delia,fai la brava” aggiunse poi, rivolta al cane che cercava di saltare addosso a John. “Sarà pronto tra un attimo.”
John si sedette sulla poltrona e i sfregò le mani davanti al fuoco.
“Come va il lavoro, Roger?”
“Non c’è male,ma la neve sta rallentando tutto. Se continua così ho paura che dovremmo chiudere.”
“Sai ho sempre pensato che avresti continuato a scrivere.. non era male la roba che pubblicavi”
“Lo prendo come un complimento, grazie John. Devo garantire un futuro a Sue,lo sai. Non ho tempo per perdermi in favole.”
“Ottimo. Era quello che speravo dicessi,in fondo.”
“è pronto in tavola,ragazzi!!”
I due si sedettero. La tavola era imbandita e sembrava più festosa che mai. Susan aveva superato se stessa: patate al forno, insalata, arrosto  fumante, salse, contorni di ogni tipo. Un’ora dopo,consumata la cena, si ritrovarono tutti in salotto a mangiare la torta di mele, con Delia che dormicchiava sonnacchiosa sul tappeto,di fronte al caminetto, con la pancia piena di tutti i pezzettini di arrosto che era riuscita ad elemosinare con il suo bel muso da labrador color miele.
“Sei una cuoca grandiosa, sorellina.”
“Grazie, John. Allora..la tua ragazza? Come sta?”
“Irina è dovuta tornare in Russia,purtroppo. Era un ingaggio temporaneo. Ed inoltre non aveva il permesso di soggiorno,quindi..”
“Oh,povero. Ci sei rimasto molto male?”
“Non particolarmente. Sai,la nostra è una relazione moderna. Di quelle che durano poco e senza impegno.”
“Praticamente una botta e via..” intervenne Roger.
“Roger!” lo rimbeccò Susan.
“Non preoccuparti,Sue. Ha sostanzialmente ragione,in fondo. Non è nulla di serio.. Ad ogni modo,si è fatto tardi faò meglio ad andare, se voglio essere a valle in un’orario fattibile.”
“Con questa neve? John non è pericoloso?”
“Non agitarti,sorellina. Me la so cavare in macchina. La neve non sarà un problema.”
“John..senti,perchè non resti qui per stanotte?”
Roger si accigliò.
“Beh,non vorrei disturbare..”
“No,non c’è pericolo. Senti,Sue ha ragione è troppo pericoloso mandarti là fuori,di notte, con una tormenta del genere. Domani ti accompagno io in paese. Resta qui per questa notte è la cosa migliore” disse Roger,cingendo la moglie per le spalle.
“Grazie,ragazzi.”
“Dovere. Al piano di sopra c’è una stanza degli ospiti. Puoi sistemarti lì”
“Vado subito.”
John scomparì su per la rampa di scale. Susan guardò il marito e sorrise.
“Sono fiera di te,tesoro.”
“Grazie. Non mi piace l’omicidio..mandarlo là fuori con una serata simile è da barbari.”
disse Roger,versandosi un bicchiere di Brandy. Raramente lo faceva.
“Amore,vuoi che ti prenda la macchina da scrivere?”
“Mhh..sì,grazie cara” rispose Roger,sorseggiando il liquore.
Susan sorrise e tirò fuori un carrellino dal mobile a scomparsa. Era un vecchio scrittoio a cui Roger aveva aggiunto delle ruote e che si incastrava perfettamente nel loro mobile di mogano. Lì era tenuta la macchina da scrivere di Roger. Lui odiava Internet e quasi tutti gli apparecchi elettronici (sebbene ne riconoscesse l’importanza e la comodità pratica). Per lui scrivere era un piacere unico. Sentire il ‘tictictic’ dei tasti ed il buffo suono emesso dal nastro quando aveva terminato lo spazio era per lui musica. Non sapeva scrivere in nessun altro modo diverso da quello o ,perlomeno, non sapeva  scrivere con vera passione in nessun altro modo che non fosse con la sua Olimpia.
Si sedette,con lo scrittoio di fronte. Susan gli diede un bacio e lo abbracciò.
“Buonanotte tesoro.Buon lavoro.”
“Buonanotte cara.”
Susan salì le scale, salutò il fratello ed entrò in camera,lasciando la porta aperta. Dopo qualche minuto inizò il ‘tictic’ dell’Olimpia. Susan lo ascoltò per qualche minuto. Amava quando Roger batteva a macchina.
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